Attualità Meteo estremo

Trombe d’aria in Sicilia, gli esperti: «Frequenza e intensità anomale»

Il cambiamento climatico accelera, i tornado non sono più fenomeni straordinari

 Ragusa - Ufficialmente «sono sistemi atmosferici classici, tipici di questa stagione e di queste latitudini» ma «a causa del cambiamento climatico, assistiamo a un’intensificarsi nell’intensità e nella frequenza. E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, un impatto notevole sulla vita delle persone e sull’economia». Così Stefano Federico, ricercatore dell’Isac - Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr - spiega al Corsera il maltempo estremo che da settembre sta colpendo la Sicilia, e da ultimo il ragusano. Quello che è successo mercoledì sul territorio ibleo è tuttavia differente dal cosiddetto “medicane” che si era abbattuto in precedenza su Catania: «Un uragano mediterraneo con caratteristiche proprie, venti e precipitazioni intense, occhio del ciclone ben definito e libero da nubi».

I fenomeni successivi e più recenti sono invece delle più «comuni» trombe d’aria, ma dalla forza e dalla cadenza insolita. «Il mare è ancora caldo e fornisce grandi quantità di energia - aggiunge Federico -, si tratta di fenomeni meteo organizzati, capaci di vivere a lungo, con effetti importanti e che generano anche le cosiddette “supercelle”, sistemi più piccoli ma anche loro ben organizzati» com’è avvenuto appunto sulla nostra provincia. Dati alla mano, secondo gli esperti è possibile che questo sia uno degli anni migliori dal punto di visto meteo-climatico, rispetto a ciò che ci aspetta nei prossimi 30: «Anche se i cambiamenti sono piccoli, si sommano - conclude lo scienziato -. Ecco perché ogni volta registriamo nuovi record. E quello che era eccezionale, diventa una costante».


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