Economia
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13/04/2012 09:30

Auto, immatricolazioni del nuovo, meno 32 per cento a Ragusa nel 2012

In Italia il dato è meno 26%

di Giuseppe Savà

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Il mercato è in panne
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Ragusa – Sono sempre meno le auto nuove immatricolate in provincia di Ragusa. La misura della crisi economica si registra anche in questo modo. Il dato allarmante emerge dai dati delle immatricolazioni del nuovo, a dir poco preoccupanti in Italia (il dato nazionale è meno 26,7% rispetto al marzo 2011), e non meno seri nella provincia iblea. Il dato registrato in gennaio, febbraio e marzo segna un meno 32%. Sei punti percentuali in più rispetto alla media nazionale.

Nel primo trimestre del 2012 in provincia sono state immatricolate, come auto nuove, 238 Fiat (il marchio più amato dagli iblei, anche perché generalista), seguite da 121 Ford, 78 Nissan, 71 Toyota, 66 Peugeot, 61 Opel, 58 Citroen, 57 Lancia, 57 Renault, 36 Volkswagen, 32 Audi, 28 Alfa Romeo, 21 Mercedes, 16 Bmw, 13 Land Rover, 3 Mini, 2 Porsche, una Maserati.

In totale, in gennaio in provincia sono state immatricolate 367 auto nuove (nel 2011 erano state 538), in febbraio 413 (nel 2011 erano state 494), in marzo 333 (erano 584 un anno fa).

Nel primo trimestre 2011 erano state immatricolate 1646 auto, nel primo del 2012 sono state targate 1113 auto nuove. Il calo nel 2012 sullo stesso periodo è, come detto, del 32%.

Nel 2011 il numero complessivo di auto nuove immatricolate è stato di 5302 unità. Stando a queste previsioni, le auto immatricolate nel 2012 saranno circa quattromila, almeno un migliaio in meno rispetto al 2011.

Negli ultimi due anni è cresciuta tuttavia la vendita di auto usate. “I nostri clienti ci chiedono auto di un prezzo compreso tra tre e seimila euro”, spiega un concessionario che chiede di restare anonimo. “E’ il mercato più importante, e stiamo rastrellando tutta l’Italia cercando auto usate di questa fascia di prezzo per proporle agli automobilisti iblei”.

Ma c’è un altro fenomeno, dovuto al decreto Salva Italia emanato dal Governo Monti. Il crollo del mercato delle auto di lusso. Molti se ne disfano per evitare i controlli della Guardia di Finanza (è il caso di chi ha necessità di passare inosservato al fisco). Altri semplicemente perché superati i 251 cavalli di potenza si paga un superbollo di 20 euro per cavallo (che diventano dodici euro per cavallo nel caso in cui l’auto abbia più di cinque anni d’età). E’ accaduto così che un concessionario generalista sia arrivato a vendere una Maserati Quattroporte, anno 2005, a 16.900 euro. Anzi, a mettere in vendita. Perché l’auto non è ancora venduta. Motivo? Oltre a essere vistosa per le Fiamme Gialle, ha 400 cavalli. E superati i 251, ogni cavallo costa venti euro. In seguito all’overbooking di auto di lusso usate sul mercato, molti concessionari hanno deciso di caricare sulle bisarche Suv, berline premium e simili, spedendole nei mercati europei. Le destinazioni preferite di queste supercar sono Francia, Germania e Austria, ma anche Europa dell’Est e Sud America.

Un gran numero di imprenditori, commercianti e professionisti, anche in regola col fisco, preferiscono sbarazzarsi di questo ingombrante indice di ricchezza pur di evitare controlli e tasse aggiuntive.

Una simile fuga di supercar dall’Italia, che al momento hanno poco mercato nel nostro paese, rappresenta anche un mancato introito per le casse dello Stato dal punto di vista del superbollo “sfumato” e delle accise sui carburanti che queste vetture “bevono” senza parsimonia. Oltre a ciò c’è da considerare gli affari d’oro che alcuni commercianti d’auto stranieri stanno facendo approfittando delle paure fiscali di questi proprietari pentiti di supercar.