Cronaca Palermo

Giallo della Diga, i corpi non sono dei Maiorana: i misteri diventano due

Un delitto in più da risolvere per gli investigatori, ancora più vecchio

La Diga Garcia, dove lo scorso gennaio sono improvvisamente riemersi dei resti umani

 Palermo - Non appartengono a Stefano e Antonio Maiorana i resti ripescati a gennaio in fondo alla Diga Garcia: lo escluderlo sono i primi esami dei Ris di Messina sui cadaveri - riaffiorati per caso, a causa dell'abbassamento del livello dell'acqua - risalirebbero a inizio anni Duemila, dunque ben prima della scomparsa di Stefano e Antonio Maiorana, i fratelli imprenditori scomparsi nel nulla il 3 agosto del 2007, 14 anni fa rimane. Non solo non si è avuta nessuna svolta nel giallo della loro sparizione, ma se n’è aggiunto un altro sull’identità delle ossa riaffiorate: quando sono comparsi i due corpi erano vicino a una corda e a un blocco di cemento, per fare in modo che restassero sul fondo del lago artificiale.

I carabinieri di Corleone hanno aperto un nuovo fascicolo per investigare su quello che si presenta come un altro delitto, avvenuto ancora più in là nel tempo. Per il caso Maiorana riprende quota invece l’ipotesi archiviazione, già avanzata dalla Procura di Termini Imerese ma a cui si oppongono strenuamente i familiari delle vittime: la decisione sarà presa mercoledì prossimo, 3 marzo, in udienza al tribunale di Palermo. Gli inquirenti hanno indagato a lungo sul mistero della doppia sparizione, pensando a un certo punto di trovare la chiave nel segreto di un ricatto sessuale. Poi nel 2019 è morto uno dei due indagati, Francesco Paolo Alamia, e oggi l'unico a poter rispondere dei fatti avvenuti 14 anni fa è Giuseppe Di Maggio.


© Riproduzione riservata