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Sicuri si mangia e beve meglio, il green pass aiuta bar e ristoranti

L’obbligo del certificato è una garanzia per i clienti, ma il vero test è rinviato in inverno

Sicuri si mangia e beve meglio, il green pass aiuta bar e ristoranti

 Ragusa - Quanto a incassi, per tutti i ristoratori siciliani l’estate 2021 è stata migliore della precedente e buona come quella di due anni fa, prima del Covid. Per quasi metà di loro è andata addirittura meglio, con entrate superiori anche del 30%. Proprio agosto, quando è stato introdotto l’obbligo del green pass al chiuso, è stato il mese d’oro del “sold out” nel comparto turistico.

Uno scenario previsto già a fine luglio da Ragusanews, quando alcuni ristoranti anticiparono il provvedimento del governo, convinti – a ragione – che la maggiore sicurezza garantita rappresentasse un incentivo: la maggioranza dei consumatori vaccinati non ha badato alle recensione negative, rilasciate sui motori di ricerca dalla minoranza no vax. La conferma arriva oggi dalla Fipe-Confcommercio: nell’80% di ristoranti siciliani si controlla il pass mentre nei bar c’è più laissaiz faire, specie nei “piccoli centri, dove il titolare ha un rapporto familiare con molti clienti”.

Certo, finora i maggiori introiti sono serviti in gran parte a ripagare i debiti del 2020 e il settore ristorativo resta nel complesso sofferente. Ma non per colpa del certificato verde. Il vero test per i locali al chiuso verrà in inverno, quando gli spazi esterni non saranno più la prima scelta dei clienti, ma per ottobre c’è la ragionevole speranza che l’Isola possa tornare in area bianca, superando così il paletto dei 4 non conviventi al tavolo.


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