Scuola Lingue morte

Un nuovo metodo per imparare il Latino

L'innovativa metodologia per l'apprendimento

 Il Latino, non meno della Matematica, ha sempre rappresentato uno scoglio per molti studenti e ha costretto i docenti della disciplina a un notevole impegno nello studio di strategie che dessero i risultati sperati.

E c'è chi ci ha pensato alla grande mettendo a punto una metodologia didattica innovativa che va suscitando entusiasmo anche da noi. Si tratta del metodo basato sull'apprendimento diretto per induzione, creato dal linguista danese Hans Henning Orberg, scomparso nel febbraio scorso, autore del testo "Lingua Latina per sé illustrata".

Analogamente allo studio delle lingue straniere, la conoscenza della civiltà latina passerà attraverso l'apprendimento di vocaboli, locuzioni e norme grammaticali usati nella comunicazione tra allievi ed insegnanti. Lo scopo è sviluppare una competenza linguistica tale da permettere la comprensione di un testo senza la mediazione della traduzione. Il testo, costruito ad hoc, stimolerà l'intuizione degli studenti, attraverso vignette e semplici note a margine che, utilizzando particolari segni diacritici, spiegano il vocabolo attraverso il sistema dei sinonimi e contrari o di semplici parafrasi.

Tale "metodo naturale", rivoluzionario, è stato adottato, quest'anno, anche nelle prime classi del Liceo Linguistico e delle Scienze umane dai docenti del Dipartimento di Materie letterarie dell'Istituto "E. Ainis" di Messina, sempre disponibili al confronto e pronti a mettersi in discussione. L' Orberg è apparso loro come la soluzione più idonea per conciliare i tempi ridotti dalle recenti disposizioni ministeriali con gli obiettivi disciplinari rimasti pressoché invariati. E, in più, sono convinti che tale scelta didattica, che accantona il tradizionale studio mnemonico di rigide regole grammaticali e sintattiche (considerato anacronistico, se non addirittura inutile), vivificando la "lingua morta" in linea con le attuali scelte dei Paesi anglosassoni, possa renderla più attraente. Un sistema valido – sempre a loro avviso – per trasmettere più agevolmente ai ragazzi del terzo millennio la cultura di una civiltà, per loro lontana anni luce, e per difendere un patrimonio culturale che costituisce il fondamento dell'identità nazionale ed europea. Tutto ciò è molto positivo, ma - aggiungiamo - come accade nei sistemi innovativi, qualche perplessità può sorgere, ad esempio, circa l'acquisizione da parte degli studenti di quelle abilità che derivano dall'uso del vocabolario (il metodo non lo prevede), quali la capacità di cogliere le diverse valenze di un termine, nonché di attingere alla esemplarità di certi costrutti sintattici. Si vedrà nel lungo termine se il metodo funziona. Intanto, per approfondire i suoi vari aspetti, i docenti dell'Ainis ascolteranno i suggerimenti dell'esperto, prof. Luigi Miraglia, in un incontro aperto al pubblico, il 26 ottobre alle ore 16, nei locali dell'istituto messinese.

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