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Auditel Sanremo: Baglioni batte Maria De Filippi

Share della prima serata

La prima, attesa, serata di Sanremo 2018, secondo i dati auditel, parla chiaro: la puntata è stata vista da 11.603.000 spettatori, con uno share del 52,1 per cento. La prima parte del programma è stata vista da 13.776.000 spettatori, con il 51,4 per cento di share, e la seconda da 6.619.000 spettatori, con il 55.35 per cento di share. Si tratta di ascolti molto alti, maggiori rispetto a quelli della scorsa edizione diretta da Carlo Conti e Maria de Filippi, che aveva totalizzato 11.374.000 spettatori col 50,4 per cento di share. Il pubblico, forte anche l'elemento curiosità, ha premiato Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. Complici anche gli ospiti azzeccati, come lo "scalda pubblico" Fiorello, Gianni Morandi e il cast del film di Gabriele Muccino "A casa tutti bene". Onestamente, la Maria Nazionale e Carlo Conti, erano convincenti per la loro professionalità old Style. Il trio invece voluto da Baglioni, francamente, qualche dubbio lo lascia: adorabile Pierfrancesco Favino, ma come attore. Come presentare abbiamo qualche dubbio. La Hunziker è simpatica, ce la mette tutta, ma in certi momenti risulta eccessiva. Neanche Baglioni, sinceramente, convince fino alla fine: a volte, la sua espressività ricorda una maschera di cera.

Al termine della serata, intorno all’una, è stata annunciata anche una classifica provvisoria decisa dalla giuria demoscopica, formata da 300 normali fruitori di musica scelti in modo da essere rappresentativi della popolazione italiana. I venti concorrenti sono stati divisi in tre fasce: una alta, una intermedia e una bassa. In quella alta c’erano Annalisa (Il mondo prima di te), Lo Stato Sociale (Una vita in vacanza), Max Gazzé (La leggenda di Cristalda e Pizzomunno), Ermal Meta e Fabrizio Moro (Non mi avete fatto niente), Nina Zilli (Senza appartenere), Noemi (Non smettere mai di cercarmi) e Ron (Almeno pensami). In quella intermedia: Luca Barbarossa (Passami er sale), Elio e le Storie Tese (Arrivedorci), Giovanni Caccamo (Eterno), Mario Biondi (Rivederti), The Kolors (Frida) e Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico (Imparare ad amarsi). In quella bassa: Red Canzian (Ognuno ha il suo racconto), Decibel (Lettera al Duca), Diodato e Roy Paci (Adesso), Enzo Avitabile e Beppe Servillo (Il coraggio di ogni giorno), Roby Facchinetti e Riccardo Fogli (Il segreto del tempo),Le Vibrazioni (Così sbagliato) e Renzo Rubino (Custodire).

Pur trattandosi di dati provvisori, certamente qualcosa è giusto dirla circa queste canzoni in gara. Basandoci esclusivamente sui primi ascolti, non è difficile arguire che si contenderanno i primi posti Lo Stato Sociale, Max Gazzè ed Ermal Meta e Fabrizio Moro. In particolare, quest'ultima canzone, dove si affronta il tema degli anni del terrore, è trattato in modo lieve. Il risultato è una canzone bella e leggera, perfetta per Sanremo ed è una sopresa che non ti aspetti. La canzone di Gazzè, invece, guadagna punti ascolto dopo ascolto e bisogna dire anche una cosa: Max, negli anni, si è rivelato un artista sopraffino, che ha saputo inventare e reinventarsi. Bella anche la canzone de Lo Stato Sociale, sconosciuti al grande pubblico ma attivi da tanti anni: molto probabilmente, sarà questa la canzone destinata ad essere la più trasmessa alla radio.  Per quanto riguarda i "siciliani": ottima la performance di Roy Paci e Diodato (stiamo parlando di due mostri sacri), ma difficile che il loro bellissimo brano possa vincere Sanremo. Deludente invece Giovanni Caccamo: lui è giovane e carino, ma dovrebbe anche cominciare a dare qualcosa in più al suo pubblico perchè le sue canzoni e le sue performance cominciano a sembrare davvero l'una uguale all'altra. Da un giovane talentuoso come lui, ci si aspetta di più.

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