Benessere Bruciagrassi

Dieta e nutrizione, mangiare piccante: benefici e limiti

Brucia velocemente le calorie

Se siete tra coloro che amano speziare i cibi per renderli più piccanti, sappiate che il cibo piccante apporta dei benefici alla nostra salute. In particolare risultano numerose le proprietà riconosciute al peperoncino. Pensate che ne esistono 3000 varietà. Il peperoncino rosso (capsicum annuum) è la specie più coltivata in Italia. Si tratta di una pianta di origine americana appartenente alla famiglia delle Solanacee. Fu infatti Cristoforo Colombo a farla conoscere in Europa di ritorno dal suo secondo viaggio nelle Americhe.

Peperoncino: le proprietà riconosciute
Il peperoncino rientra tra gli alimenti considerati per la dieta brucia grassi, in quanto accelera il metabolismo e quindi permette all'organismo di bruciare più calorie. In pratica riscalda il corpo aiutandolo a consumare più calorie. Inoltre, sempre ai fini dimagranti, è utile sapere che può contrastare la ritenzione idrica ed anche l'ipertensione dovuta al consumo eccessivo di iodio. Da un punto di vista nutrizionale, il peperoncino apporta la vitamina A, la vitamina C, i flavonoidi betacarotene e luteina. Si tratta di sostanze dalle riconosciute proprietà antiossidanti che quindi possono contrastare i radicali liberi. Sempre per quanto riguarda le sue proprietà in campo alimentare, il peperoncino è una spezia che può anche sostituire il sale nel condimento dei cibi. Chi è solito mangiare piccante trova infatti gli alimenti già sapidi, per cui non ha bisogno di aggiungere altro per insaporire i cibi. L'utilizzo di questa spezia quindi ci evita gli inconvenienti che può portare l'uso eccessivo del sale, ovvero ipertensione ed obesità. Inoltre la capsaicina, il principio attivo contenuto in questo alimento, si è scoperto che può essere utilizzato anche in ambito medico per la cura contro il dolore causato da psoriasi, artrite o neuropatie. E’ utile anche per la salute cardiovascolare in quanto favorisce la vasodilatazione. Produce effetti afriodisiaci perché rende più sensibili le terminazioni nervose e stimola il rilascio delle endorfine.

Peperoncino: quando bisogna limitarne o evitarne il consumo
A fronte di questi benefici vi sono anche delle controindicazioni di cui tenere debitamente conto. Il peperoncino ha un effetto irritante. D'altronde in caso di contatto provoca bruciore alle mani e irritazione a occhi, naso e gola, pertanto va maneggiato con attenzione utilizzando dei guanti in lattice. In caso di contatto non bisogna toccarsi gli occhi o la bocca. Inoltre non va utilizzato da chi soffre di specifiche patologie gastrointestinali o allergie. In particolare, dato che può causare irritazione dell'intestino e delle vie urinarie, è sconsigliato a chi soffre di ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo. Da sconsigliare anche nel caso delle donne in gravidanza o in allattamento o nel caso di bambini al di sotto dei 12 anni. Il rischio più grave che si correla all'abuso di peperoncino riguarda l'aumento dei casi di tumore all'intestino, alla prostata e al fegato. In America latina e in India, dove è maggiore l'utilizzo in cucina di questa spezia, si riscontra in effetti una maggiore incidenza di queste patologie tumorali. In ogni caso a produrre questi effetti negativi non sarebbe il cibo piccante in sè bensì un uso eccessivo. Pertanto va utilizzato in modeste quantità, preferibilmente non più di 2 volte a settimana, accompagnato da latticini leggeri, frutta e verdura, in quanto si tratta di alimenti che hanno un effetto protettivo sulle mucose.