Attualità Il caso

Covid, cosa è successo a Ginevra Sorressa, morta a 2 anni

La bimba calabrese che non ce l’ha fatta, il precedente del piccolo Lorenzo

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/31-01-2022/covid-cosa-e-successo-a-ginevra-sorressa-morta-a-2-anni-500.jpg Covid, cosa è successo a Ginevra Sorressa, morta a 2 anni

 Roma – Dopo Lorenzo, il bambino torinese di 10 anni, domenica il Covid ha mietuto una vittima ancor più giovane: Ginevra Sorressa, bimba di 2 anni di Mesoraca, in Calabria, trasferita d’urgenza sabato notte con un aereo militare dall'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro al Bambin Gesù di Roma, nel disperato tentativo di salvarla. Hanno aspettato venerdì i genitori della piccola, con febbre alta e problemi respiratori, per chiamare il 118. La corsa contro il tempo non è servita: il virus aveva ormai compromesso la funzionalità dei polmoni.

Non sono tanti i bambini portati via dal Coronavirus, considerati più al riparo dagli effetti gravi della malattia, ma quando accade l’infezione torna a spaventare perché sembra uccidere random, senza criterio: quanti ne abbiamo visti di fragili anziani centenari salvarsi, e nel contempo adulti sportivi - in buona salute, senza patologie pregresse e anche vaccinati - finire intubati o in camera mortuaria? Può accadere anche ai bambini sfortunati.

Nel caso di Lorenzo si è rivelata un attacco sistemico ai muscoli letale una rara sindrome associata all’infezione, confermata dall'autopsia disposta da un’inchiesta già archiviata. Lui non era ancora vaccinato. Ginevra invece, pur volendo, non ne aveva la possibilità, come tutti i piccoli sotto i 5 anni. Le sue condizioni sono precipitate in sole 48 ore: «I medici non hanno avuto neanche il tempo di intervenire» ha dichiarato l’assessore laziale alla Sanità Alessio D’Amato. Anche la famiglia di Ginevra (nella foto, con madre e padre) era pro vaccini, e anche lei non aveva altre patologie.

Ma non è stato necessario un evento raro per strapparla alla vita che aveva davanti, ma la “comune” polmonite interstiziale bilaterale da Covid. La triste fine di Lorenzo e Ginevra ha riaperto però, a livello nazionale, la discussione sulla pericolosità delle scuole dove tanti bambini e adolescenti non protetti, di cui forse ci preoccupiamo poco confidando che “andrà tutto bene”. Ma sul banco degli imputati c’è, soprattutto, la fatiscente sanità pubblica, alleata del virus: in Calabria, infatti, non ci sono terapie intensive pediatriche ma solo neonatali. 


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