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Spiagge di rifiuti, 12 ogni passo sulla sabbia: i lidi siciliani off-limits

Maleducazione e scarsa depurazione: plastica, carta, vetro e metallo sepolti sotto i nostri piedi

 Ragusa - Sulle spiagge siciliane è più facile trovare una cannuccia di plastica o un tubo di metallo che una conchiglia: nell'Isola si contano 1.187 rifiuti ogni 100 metri di arenile, 12 rifiuti a ogni passo sulla sabbia. La nostra regione deve ringraziare solo di essere completamente circondata dal mare e di avere più costa delle altre, perche fa molto peggio del resto d'Italia, dove la media è di 834 rifiuti per 100 mt e 8 ogni passo: valori che sfondano la soglia Ue per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, cioè meno di 20 rifiuti abbandonati ogni 100 mt di litorale. Due le cause principali: inciviltà dei bagnanti e impianti di depurazione a mezzo servizio.

Secondo il report "Beach litter" di Legambiente, che aveva già preso le distanze dalle nuove Bandiere Blu 2022, la situazione peggiore è nel palermitano: alla spiaggia dell'Arenella, solo per citare un esempio, qualche giorno fa Banca Agricola Popolare di Ragusa e MareVivo hanno raccolto ben 30 chili di immondizia. La mappa dei siti dove la spazzatura è visibile a occhio nudo include Marina di Melilli e Priolo, nel siracusano, nell’area fra l'ex impianto per la produzione di ossido di magnesio Sardamag e la zona camper. Nell'agrigentino, la spiaggia di San Leone; nel messinese Alì Terme, Capo Peloro e perfino San Pancrazio a Giardini Naxos.

Tuttavia, a dimostrazione che le criticità sono estremamente localizzate, nello stesso territorio convivono, qualche chilometro più in là, lidi incontaminati come quello di Mazzeo a Taormina, considerato dall’indagine il più "vivibile" in assoluto. Il litorale ragusano - il più pulito di tutta la Sicilia - non compare nella black list pur non mancando criticità, come nel tratto tra Marina di Acate e Scoglitti: nelle foto allegate la spiaggia Macconi a fine gennaio, al momento del sequestro di 7 km di arenile inquinato  da parte della Capitaneria di porto di Pozzallo, prima che volontari ne ripulissero parte della superficie.

Va detto, infatti, che il monitoraggio di Legambiente considera solo gli oggetti rinvenuti sul primo strato di sabbia, senza scavare in profondità nella discarica. La plastica è il materiale più trovato, pari quasi all'80% dei rifiuti rinvenuti, seguita da: carta e cartone (7,5%), metalli (4,5%), vetro e ceramica (2,5%) reti da pesca e legno (2,4%); il restante 3% è costituito da imballaggi, cotton fioc, tappi di sughero, barbecue monouso, mozziconi di sigaretta. Su cui ci sdraiamo per abbronzarci, tra un tuffo in mare e una partita a racchettoni.


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