Attualità Mediterraneo

Tra Capo Passero e Malta il focolaio degli uragani siciliani

Non solo pesci e crostacei alieni, l’analisi di un esperto

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/05-08-2022/tra-capo-passero-e-malta-il-focolaio-degli-uragani-siciliani-500.jpg Tra Capo Passero e Malta il focolaio degli uragani siciliani

 Porto Palo, Sr – Tra gli effetti del riscaldamento del Mediterraneo non c’è solo l’arrembaggio dal canale di Suez di nuove pericolose specie marine che scacciano le vecchie autoctone, di cui ha parato recentemente il biologo e geologo marino Domenico Macaluso. Il calore dell’acqua determina infatti la liberazione dei gas disciolti, come l'ossigeno. “Il problema è che il metano influenza 80 volte più dell'anidride carbonica il surriscaldamento climatico – dice lo scienziato -, dunque se da un lato i protocolli mondiali cercano di diminuire l'immissione di Co2, dall'altro si preparano fenomeni che non dipendono più dalla produzione umana. E che provocano eventi incontrollabili come gli uragani mediterranei, che hanno già precisi focolai, tra Capo Passero e Malta”.

Questi si formano a causa del cosiddetto "termocline”, ovvero la linea di demarcazione tra le acque calde di superficie e le acque fredde di profondità. Ne abbiamo già conosciuti in Sicilia negli ultimi tempi, il più violento dei quali fu il “medicane” dell’ottobre 2021,  distrusse appunto le coste siracusane: quell’autunno anche il territorio ragusano fu interessato da fenomeni estremi, raramente visti prima. Per questo “stiamo attivando una collaborazione con l'Istituto nazionale di Oceanografia sperimentale di Trieste – rivela Macaluso - per studiare il caso guardando a eventi simili che si stanno verificando nel mare di Laptev, di fronte alle coste della Siberia occidentale, dove la causa è rintracciabile appunto nello scioglimento dei ghiacciai".


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