Economia Santa Croce Camerina

Crisi dell’azienda Piombo. Ipotesi di subaffitto?

Parlano i sindacati

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Santa Croce - La crisi non risparmia nessuno e anche i colossi locali iniziano a vacillare. Non sono rose e fiori nemmeno per l'azienda Piombo, della famiglia Gambuzza, leader nel settore dell' orticultura con produzione fuori suolo, in serra e pieno campo, ora nell'occhio del ciclone.
Una situazione di difficoltà finanziaria che sta creando non pochi problemi a tutti coloro che gravitano attorno alla proprietà che, negli anni, ha rappresentato un vero e proprio punto di riferimento per i braccianti locali. Ma ora le certezze iniziano a scricchiolare, da cinque mesi non arriva lo stipendio e i dipendenti dell'azienda non riescono a fare quadrare i conti. Una ipotesi transitoria, magari l'affitto subalterno ad altri imprenditori, che possa garantire la prosecuzione della campagna agraria e, nel contempo, l'individuazione di intese atte a creare delle prospettive per il futuro. Potrebbero essere queste le soluzioni per risolvere la situazione. Ed è proprio questo il senso dell'impegno dei sindacati, in prima linea per trovare una soluzione alla delicata questione. I dipendenti dell'azienda sono tra l'altro alle prese con le prospettive della delicata problematica.
Ci sono da recuperare il pregresso maturato dai 150 lavoratori dell'azienda agricola, ovvero cinque mensilità, nonché l'avvenire dell'azienda stessa. Una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal prefetto. E' stata la proprietà, insieme alle sigle sindacali, a chiedere l'incontro al prefetto di Ragusa. "Si tratta di una questione molto complessa - ha chiarito Salvatore Carpintieri, segretario provinciale della Flai Cgil - per questa ragione, abbiamo chiesto l'intervento del prefetto. E' necessario trovare la strada per consentire la prosecuzione della campagna agraria e, poi, la possibilità di prosecuzione della vita dell'azienda anche sotto forme diverse".
Piombo ha dato lavoro per circa 40 anni ai braccianti della zona. Un volume d'affari industriale per l'azienda agricola, che ha visto generazioni avvicendarsi. Adesso, invece, i lavoratori attendono col fiato sospeso che qualcosa possa evolversi nel senso da loro auspicato. Proseguire nella direzione da tutti voluta non è certo facile. Anche perché il momento complessivo per l'agricoltura è di quelli che meritano la dovuta attenzione. Troppi i problemi per il comparto perché si possa sperare di risollevarsi contando soltanto sulle proprie forze. C'è bisogno di aiuti esterni. Ma sembra che neppure questi, al momento, possano essere programmati.

La Sicilia


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