Attualità Giarratana

Sicilia Abbandonata: Torre San Filippo a Giarratana, la leggenda. VIDEO

Il castello è di proprietà della famiglia Ottaviano.

Giarratana – C’è un luogo, in contrada Santa Rosalia, a metà strada fra Giarratana e Ibla, molto impervio e difficile da raggiungere. C’è un luogo, in provincia di Ragusa, che sembra essere uscito dai racconti di R.R. Martin e il paesaggio non ha nulla da invidiare al regno di Westeros. C’è un posto, abbandonato, che è diventato un posto da esplorare per la troupe di “Sicilia Abbandonata” che, stavolta, è entrata in un antico maniero di proprietà della famiglia Ottaviano, completamente lasciato a sé stesso.

Dopo le esplorazioni effettuate all’interno dell’Ex Hotel La Pineta, Sicilia Abbandonata ritorna in un luogo suggestivo, dimenticato, impervio, con una storia da raccontare: Torre San Filippo. Immerso nelle magnifiche campagne iblee, lo stile di questo antico castello è completamente diverso dalle residenze nobiliari che si trovano in provincia: portone gotico, pianta labirintica, torre che parla di un’antica leggenda. Molto probabilmente, il castello è stato rimaneggiato nel 1884 ed era usato come punto di avvistamento del feudo del proprietario terriero.

Si narra che l’antico proprietario vivesse con il figlio che si innamorò perdutamente di una donna bellissima. I due si sposarono e vissero felicemente nel castello fin quando arrivò nella tenuta un guardiacaccia dall’aspetto “vichingo”. Il guardiacaccia e la moglie divennero amanti fin quando lo stalliere del palazzo non li denunciò.

Il signore del castello, allora, pugnalò a morte il rivale in amore e scatenò contro la moglie i propri cani. Per sfuggire a loro e presa dalla paura, la donna si rifugiò sulla torre e si suicidò, per evitare di finire in pasto ai cani del marito. I contadini del posto raccontano che il 7 di ogni mese è possibile udire il latrato dei cani e vedere una donna lanciarsi dalla torre.

Un altro posto, in provincia, che potrebbe essere visitabile per il pubblico e che, invece, resta chiuso e abbandonato a sé stesso.
Riprese di Fabrizio Ruggieri, speaker Melania Scrofani, riprese in volo Vito D’Avola, Fotografia di Rossella Papa.