Benessere Ghiandole

Tiroide: gli alimenti per la salute di questa ghiandola

I possibili squilibri

L'alimentazione rappresenta un fattore molto importante per la prevenzione delle disfunzioni che possono interessare questa ghiandola. Alcuni alimenti infatti, secondo gli esperti sono in grado di stimolarne l'attività. Questa ghiandola endocrina posizionata al livello del collo assolve a importanti compiti, tra cui quello di regolare il metabolismo. Se la funzionalità di si riduce si verifica ipotiroidismo, una iperattività è causa di ipertiroidismo. Si tratta in entrambi casi di squilibri che possono avere conseguenze sulla salute.
L'ipotiroidismo, ovvero una tiroide "pigra" rallenta le funzioni metaboliche a causa della insufficiente produzione di ormoni tiroidei. L'alimentazione gioca un ruolo importante per la salute di questa ghiandola. In particolare la causa principale che può comprometterne il funzionamento è la carenza di iodio. Lo iodio infatti stimola la produzione di tiroxina che favorisce l'attività della tiroide. Anche la carenza di zinco e selenio può portare questa ghiandola a "impigrirsi".
In realtà non esiste una vera e propria dieta della tiroide. In caso di problemi il medico specialista prescriverà dei farmaci sostitutivi dell'ormone tiroideo, tuttavia vi sono degli alimenti che possono dare benefici alla tiroide.

Tiroide e alimenti
Per il funzionamento ottimale non solo della tiroide, gli esperti suggeriscono di consumare alimenti che siano una buona fonte di di iodio, zinco, selenio, ferro, vitamina A, B, D, acidi grassi essenziali, proteine soprattutto tiroxina e aminoacidi. Da limitare invece gli alimenti pro infiammatori quali quelli raffinati e confezionati, gli zuccheri e i grassi idrogenati. Lo iodio in particolare è fondamentale per il funzionamento della tiroide, per cui si consiglia un consumo di sale iodato. Se l'assunzione è insufficiente il gozzo è la malattia a cui si va incontro più di frequente oltre che danni neurologici. Il pesce è l'alimento che ne è maggiormente ricco, buone quantità risultano presenti anche nei molluschi e nei crostacei. Le linee guida indicano che gli adulti ne devono assumere 150 microgrammi di iodio al giorno. Lo iodio lo si trova anche in alcune alghe, ad esempio a base di Fucus Vesiculosus (lo si trova in commercio sotto forma di integratori e gocce). Lo iodio è contenuto anche nel latte e nelle uova, tuttavia per evitare di ingrassare sarebbe meglio non consumarne più di 2 o 3 volte alla settimana. Lo iodio è presente anche in alcuni alimenti vegetali quali funghi freschi, alghe, bietole, semi di sesamo, spinaci, aglio, asparagi, carote, mele.

Le alghe presentano una elevata concentrazione di iodio, il cui apporto è fondamentale per la corretta funzionalità di questa ghiandola. Possono consumarsi in zuppe e insalata. Il fabbisogno giornaliero di iodio corrisponde a 150 microgrammi per gli adulti e 200 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento.
Pesce ricco di acidi grassi omega 3. Lo si trova soprattutto nel salmone, trota, sardine e tonno. L'ipotiroidismo può aumentare li rischio di malattie cardiache a causa dell'incremento dei livelli del colesterolo cattivo Ldl. Gli omega-3 contenuti nel pesce riducono le infiammazioni e decrementano il rischio di patologie cardiache. Il pesce inoltre ci dà un buon apporto di selenio che contribuisce alla salute della ghiandola tiroidea. Allo stesso modo è consigliato il consumo di patate ricche di selenio.
Il selenio lo si trova anche nella carne, nei cereali, in noci e nocciole. I cereali integrali in particolare grazie alla presenza di fibre favoriscono la regolarità intestinale, tuttavia potrebbero andare a interferire con gli ormoni tiroidei sintetici, per cui gli esperti consigliano di assumere eventuali farmaci con cui si è in cura per l'ipotiroidismo prima di consumare un pasto a base di cibi integrali. Il selenio lo si trova anche in alcuni alimenti vegetali, quali grano, orzo, germe, grano di crusca, semi di senape e semi di girasole.
I fagioli sono un alimento completo in quanto contengono carboidrati complessi, vitamine e sali minerali e antiossidanti, utili anche se si soffre di stitichezza. In ogni caso non va superato un quantitativo quotidiano pari a 20-35 grammi di fibre, andare oltre potrebbe interferire col trattamento dell'ipotiroidismo.
Da limitare invece il consumo delle verdure crucifere quali broccoli, cavoli, spinaci e rape, ravanelli, soia, in quanto possono diminuire l'assorbimento dello iodio da parte della tiroide se consumati crudi, per cui il problema è facilmente risolvibile se queste verdure si consumano previa cottura.