Benessere Ghiandole

Tiroide di hashimoto: la dieta per la salute di questa ghiandola

I possibili squilibri della tiroide, come la tiroide di Hashimoto, possono essere curati anche a tavola. Ecco gli alimenti da privilegiare e quelli che vanno assolutamente evitati.

Tiroide: gli alimenti per la salute di questa ghiandola

L'alimentazione rappresenta un fattore molto importante per la prevenzione delle disfunzioni che possono interessare la tiroide. Alcuni alimenti infatti, secondo gli esperti sono in grado di stimolarne l'attività. Questa ghiandola endocrina posizionata al livello del collo assolve a importanti compiti, tra cui quello di regolare il metabolismo. Se la funzionalità della tiroide si riduce si verifica ipotiroidismo, una iperattività è causa di ipertiroidismo. Si tratta in entrambi casi di squilibri che possono avere conseguenze sulla salute.

Tiroide di Hashimoto: cos'è e cosa comporta
La tiroide di Hashimoto, o tiroide cronica autoimmune o morbo di Hashimoto, è una patologia autoimmune nella quale le cellule del sistema immunitario colpiscono quelle della tiroide. Questo attacco determina un'infiammazione dei tessuti tiroidei che inizieranno a funzionare male. Dal momento che l’intento del sistema immunitario è quello di distruggere le cellule tiroidee, il primo degli effetti che avremo è l’ipotiroidismo dovuto appunto dalla diminuzione delle cellule attive. L'ipotiroidismo, ovvero una tiroide "pigra" rallenta le funzioni metaboliche a causa della insufficiente produzione di ormoni tiroidei. L'alimentazione gioca un ruolo importante per la salute di questa ghiandola. In particolare la causa principale che può comprometterne il funzionamento è la carenza di iodio. Lo iodio infatti stimola la produzione di tiroxina che favorisce l'attività della tiroide. Anche la carenza di zinco e selenio può portare questa ghiandola a "impigrirsi".

Dieta per tiroide di Hashimoto
In realtà non esiste una vera e propria dieta per la tiroide di Hashimoto, ma vi sono alimenti che possono dare benefici alla tiroide e altri che vanno assolutamente evitati. Per il funzionamento ottimale non solo della tiroide, gli esperti suggeriscono di consumare cibi che siano una buona fonte di zinco, selenio, vitamina A, B, D, acidi grassi essenziali e proteine soprattutto tiroxina e aminoacidi. Da limitare invece gli alimenti pro infiammatori quali quelli raffinati e confezionati, gli zuccheri e i grassi idrogenati. Lo iodio, particolarmente adatto a chi è in cura ormonale sostitutiva della funzione tiroidea, non è invece adatto a chi soffre di tiroidite di Hashimoto, in quanto potrebbe creare un’eccessiva stimolazione della ghiandola riacutizzando l’effetto autoimmune. Vanno invece consumati i cibi ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali presenti in tutti i semi oleosi, ma principalmente nei semi di lino e di canapa e nelle noci. 

Pesce ricco di acidi grassi omega 3. Lo si trova soprattutto nel salmone, trota, sardine e tonno. L'ipotiroidismo può aumentare li rischio di malattie cardiache a causa dell'incremento dei livelli del colesterolo cattivo Ldl. Gli omega-3 contenuti nel pesce riducono le infiammazioni e decrementano il rischio di patologie cardiache. Il pesce inoltre ci dà un buon apporto di selenio che contribuisce alla salute della ghiandola tiroidea. Allo stesso modo è consigliato il consumo di patate ricche di selenio.
Il selenio lo si trova anche nella carne, nei cereali, in noci e nocciole. I cereali integrali in particolare grazie alla presenza di fibre favoriscono la regolarità intestinale, tuttavia potrebbero andare a interferire con gli ormoni tiroidei sintetici, per cui gli esperti consigliano di assumere eventuali farmaci con cui si è in cura per l'ipotiroidismo prima di consumare un pasto a base di cibi integrali. Il selenio lo si trova anche in alcuni alimenti vegetali, quali grano, orzo, germe, grano di crusca, semi di senape e semi di girasole.
I fagioli sono un alimento completo in quanto contengono carboidrati complessi, vitamine e sali minerali e antiossidanti, utili anche se si soffre di stitichezza. In ogni caso non va superato un quantitativo quotidiano pari a 20-35 grammi di fibre, andare oltre potrebbe interferire col trattamento dell'ipotiroidismo.


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