Attualità

I cicloni del Mediterraneo generano segnali sismici

https://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/10-12-2022/1670670008--news-ragusa.jpg&size=714x500c0 I cicloni del Mediterraneo generano segnali sismici


CATANIA, 10 DIC Scoperta la firma sismica dei Medicane: i cicloni tropicali che avvengono nel mar Mediterraneo, con i loro violenti moti ondosi, generano un segnale sismico dal quale si possono estrarre informazioni utili per studiare e monitorare questi fenomeni meteomarini estremi.
    Lo indica la ricerca internazionale pubblicata sulla rivista Scientific Reports e condotta dal dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell'università di Catania, dell'Osservatorio etn eo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), del dipartimento di Geoscienze dell'università di Malta, del Royal observatory del Belgio, del Centro nazionale per la caratterizzazione ambientale e la protezione della fascia costiera, la climatologia marina e l'oceanografia operativa dell'Ispra e dell'azienda AC2.
    Tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre 2021, la Sicilia orientale, in particolar modo le province di Catania, Messina e Siracusa, è stata colpita da forti piogge, raffiche di vento e mareggiate dovute alla presenza di un Medicane (MEDIterranean hurriCANE) nel mar Ionio, chiamato 'Apollo'. "In questo lavoro sono stati analizzati e integrati i segnali sismici registrati da 78 stazioni installate in zone costiere italiane, maltesi e greche", dice uno degli autori della ricerca, Andrea Cannata dell'università di Catania. "Durante i giorni di progressiva intensificazione di Apollo, le stazioni sismiche installate in area ionica prosegue hanno mostrato un graduale aumento nel contenuto energetico del microseism in una particolare banda di frequenza (0.10.2 Hz). È stata così identificata e ricostruita la firma sismica del Medicane".
    Per gli studiosi si apre la strada alla possibilità di analizzare "eventi meteomarini estremi avvenuti nel passato" in modo da valutare l'evoluzione nel tempo delle intensità di questi fenomeni e avere nuove informazioni utili allo studio dei cambiamenti climatici. (ANSA).
   


© Riproduzione riservata