Attualità Covid

Lockdown arancione, tra no vax e positivi un siciliano su 5 è a casa

Effetto spopolamento in città: alla frangia oltranzista dei “duri e puri” si sommano gli isolamenti domiciliari

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 Ragusa - Il 18,8% dei siciliani aventi diritto al vaccino anti Covid, quasi uno su 5, non ha fatto ancora la prima dose: evidentemente non gl'importa o non sono abbastanza le restrizioni scattate ieri con la zona arancione regionale e quelle scatteranno tra qualche giorno, il primo febbraio, a livello nazionale. In pratica, potrebbero uscire solo a piedi o con mezzi propri per recarsi a lavoro, acquistare e saldare beni e servizi essenziali, recarsi in ospedale e in farmacia. I sieroscettici sono più di quanto si crede, e a loro si aggiungono centinaia di migliaia di quarantenati positivi o a rischio positività in seguito a contatti stretti con persone contagiate.

La massa di cittadini respinta dagli esercizi o in isolamento fra le mura domestiche spopola piazze, strade e locali; che si riempiono soprattutto di giovani e di notte: nel video in coda, i controlli su green pass e assembramenti da parte della polizia nei luoghi della movida catanese. “Quando mi controlleranno e prenderò una multa la impugnerò” dichiara sotto anonimato Maria, una architetta no vax, che ha scelto come altri di abbandonare i tamponi ogni due giorni (anche per i costi) e percorrere la strada della disobbedienza. Del resto, le multe non hanno importi impossibili.

"Vorrà dire che farò l'artista di strada - dice il marito Enrico, fino a qualche tempo fa musicista nei night club -, almeno quello non potranno vietarmelo, spero. C'è molto di peggio che non poter prendere un caffè al bar, qui siamo di fronte a una dittatura celata: se mi servirà un frullatore andrò a comprarlo e se mi controlleranno il pass ci vedremo in tribunale. Tutto questo prima o poi finirà". Intanto vanno avanti coi risparmi, visto che per i no vax non sarà più tanto facile ottenere neanche il reddito di cittadinanza. Nessuno in famiglia è vaccinato, neanche la figlia adolescente, costretta a privazioni anche maggiori per la loro età: niente feste, teatro, cinema, laboratori di arte e sport.

Sono tanti quelli come loro. Paolo, agricoltore di 45 anni con una bimba di 4, opta per l'autosussistenza: "Mi ritirerò nel mio pezzo di terreno a vivere di ciò che produco. Anche lui è pronto a far rinunciare i familiari al parrucchiere e alla gita fuori porta, "ma di certo non mi farò avvelenare". Il "pasionario" Ferdinando Alliata, docente al liceo Almeyda di Palermo, è senza stipendio dal 14 gennaio e ci mette la faccia: "Per uno che ha perso il lavoro, tutto il resto è poca roba. Vado in bici, non prendo i bus, e l'abbonamento del Teatro Massimo l'ho regalato a un amico".


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