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Messina Denaro, ecco il vero volto di Andrea Bonafede, geometra

Il volto pubblicato dal Corriere della Sera. Il ruolo del geometra contadino che aveva prestato la sua identità a Messina Denaro. Ai pm ha raccontato: "Ci conosciamo sin da bambini"

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/18-01-2023/messina-denaro-ecco-il-vero-volto-di-andrea-bonafede-geometra-500.jpg Messina Denaro, ecco il vero volto di Andrea Bonafede, geometra


Trapani - Soprannominato "capellone", perchè è completamente calvo sin da ragazzo. 
Il geometra Andrea Bonafede, quello vero, 60 anni da compiere a ottobre, non assomiglia per niente a Matteo Messina Denaro, il boss di Castelvetrano che gli ha rubato l’identità. E con i suoi documenti «u Siccu», solo cambiando la foto, è andato avanti negli ultimi anni, da latitante, facendo la spesa a Campobello di Mazara come un uomo qualunque e sottoponendosi sotto falso nome anche ai cicli di chemio nella clinica di Palermo. Ma il geometra, in realtà, Andrea Bonafede non l’ha mai fatto. Da ragazzo prese il diploma ma poi fece altro. Tutti qui se lo ricordano a staccare i biglietti dell’Acquasplash in contrada Tonnara: una piscina, due scivoli e qualche ombrellone, parco acquatico di pochissime pretese, che non ha più riaperto dopo il lockdown del 2020. Poi ha cominciato a lavorare in ufficio all’Evergreen srl servizi ambientali, società per la gestione dei rifiuti di Campobello.

Il furto di nome non è avvenuto contro la sua volontà, Bonafede non è una vittima e infatti ora è indagato per favoreggiamento aggravato e associazione mafiosa. Aveva detto «m’avvalgo» agli inquirenti, lunedì. Ma per scongiurare le manette, ieri ha cambiato musica cominciando ad ammettere qualcosa: «Conosco Messina Denaro sin da ragazzo e ho comprato io a mio nome, con 20 mila euro che però mi ha dato lui, la casa di vicolo San Vito», dove il boss ha vissuto nell’ultimo anno.

I due si conoscono da piccoli, sono quasi coetanei, ma soprattutto il padre di Matteo Messina Denaro — Francesco, «don Ciccio» — era legatissimo allo zio di Andrea, Leonardo Bonafede, detto Nardo, il capomafia di Campobello, morto due anni fa. E anche se il nipote ha preso una strada diversa, poi è arrivato il momento in cui non è riuscito a dire di no.

Una rapida ricerca ha fatto ritrovare nell’archivio comunale dello stato civile l’originale della richiesta presentata nel 2016 da Andrea Bonafede in persona con due sue fotografie protocollate. E questo, secondo i vigili, fa pensare che il documento fosse stato rilasciato regolarmente e solo dopo è avvenuta la sostituzione della foto sulla carta d’identità. Resta da capire chi abbia messo il timbro del Comune sulla foto di Messina Denaro. 


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