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Sanremo in zona rossa in pieno Festival

Sanremo zona rossa fino al 5 marzo insieme a Ventimiglia

Sanremo in zona rossa il pieno Festival

Sanremo - Sanremo zona rossa in pieno Festival. Ad annunciarlo è stato il governatore della Liguria Giovanni Toti che domani firmerà l'ordinanza riguardante tutto il Ponente ligure. Il blocco riguarda non solo Sanremo ma anche Ventimiglia e i Comuni limitrofi e scatterà da mercoledì 24 febbraio per durare fino al 5 marzo. La decisione è stata presa «per evitare che la zona di confine possa traghettare l'ondata del virus dalla Francia all'Italia».

«Abbiamo deciso di prendere alcune misure per garantire la tenuta sotto controllo dell’incidenza del Covid, che soprattutto a Ventimiglia e comuni limitrofi desta qualche preoccupazione essendo doppia rispetto al resto della Liguria - ha detto Toti -. L’ordinanza prevede la chiusura totale delle scuole di ogni ordine e grado a Ventimiglia e Sanremo. Solo per Ventimiglia e comuni limitrofi (dunque non per Sanremo, ndr) entreranno in vigore alcune misure come il divieto di asporto, il divieto di vendita di alcolici, il divieto di assembramenti, il divieto di spostarsi fuori Comune. Riteniamo che dieci giorni di misure restrittive possano raffreddare il picco pandemico», ha concluso Toti ribadendo che il Governo ha garantito «i ristori nazionali per tutte le attività economiche danneggiate». Prevista inoltre l’apertura a Ventimiglia di un nuovo centro tamponi.

L’ordinanza scatterà da mercoledì per restare in vigore fino a venerdì 5 marzo, con l’auspicio di «raffreddare il picco pandemico che potrebbe portare la Asl 1 (quella di Ventimiglia e dei comuni limitrofi, ndr) ad avere seri problemi» ha detto ancora Toti. Saranno dieci giorni di misure, ha sottolineato il presidente ligure, «che verranno debitamente ristorate come assicurato dal Consiglio dei ministri». Dieci giorni che impattano in pieno sul Festival di Sanremo che si apre martedì 2 marzo e si chiude sabato 6. Una situazione non semplice anche se in teoria non dovrebbe cambiare nulla. La decisione del resto era nell’aria perché era noto già da giorni che l’Rt delle città di confine stava salendo, con i distretti francesi segnalati tra le zone più colpite della Francia.


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