Attualità Il futuro dell'Isola

Sicilia, no vax no party: meno vaccini si fanno più tardi s'esce dal tunnel

Le scorte ci sono, il nuovo scoglio è la psicosi: la promessa di riaprire sarà la zolletta al siero?

Sicilia, no vax no party: meno vaccini si fanno più tardi s'esce dal tunnel

 Ragusa - Tra oggi e il 22 aprile arriverà il carico più consistente di vaccini Covid mai consegnato finora in Italia: quasi 4,2 milioni di dosi, di cui 3 milioni Pfizer/BioNTech (in due tranche da 1,5 milioni); 500mila Vaxzevria (AstraZeneca); oltre 400mila Moderna; e 180mila della novità monodose Janssen (Johnson&Johnson). Su quest’ultimo pesa però l’attuale blocco provvisorio imposto dagli Usa per svolgere accertamenti su 6 trombosi sopraggiunte in altrettante donne dopo quasi 7 milioni di dosi inoculate, e c’è il rischio che pure questa finisca per essere “raccomandato” agli ultra 60enni. Ad ogni modo lo stop verrà presto rimosso e si tratta della fetta più piccola del bottino previsto entro una settimana. A quel punto non ci saranno più scuse legate all’insufficienza di scorte a rallentare la campagna vaccinale.

L'imprevisto più grosso ora è la psicosi dilagante soprattutto in Sicilia, che ha lo sfortunata coincidenza di collezionare gran parte di decessi sospetti legati ai sieri: una causalità mai confermata dalla medicina, le cui analisi scientifiche però non sono bastate a convincere tutti. Uno scoglio psicologico e dunque per questo più arduo da superare, fra tutte le magagne della campagna, per raggiungere l'obiettivo-Figliuolo di 50mila siciliani vaccinati al giorno e proteggere dal virus tutta la popolazione dell'Isola entro settembre. Il sistema dell’open day siciliano è stato già sperimentato nei giorni scorsi nelle regioni più in ritardo con le iniezioni: in Basilicata e, in parte, anche in Puglia, riscontrando un’ottima adesione nonostante le prevedibili code agli hub. Da domani e fino a domenica si proverà anche sull’Isola. Sarà un test decisivo.


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