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Sicilia, siti contaminati: le quattro aree dove aumentano i tumori FOTO

Cancro e malattie degli organi in uomini e donne nelle zone di Priolo, Gela, Biancavilla e Milazzo

 Ragusa - Dei 12.482 siti italiani contaminati in attesa di bonifica, 58 sono definiti come gravemente inquinati e a elevato rischio sanitario (SIN) e, di questi, 4 sono in Sicilia. E’ quanto emerge dal censimento aggiornato dell’Ispra. Li elenchiamo insieme alle problematiche che li rendono pericolosi per la salute, del territorio e dei suoi abitanti.

Priolo. Il perimetro del SIN include: il polo industriale (foto 1) costituito da raffinerie, stabilimenti petrolchimici, centrali di energia elettrica e cementerie; l’area marina antistante, comprensiva dei porti di Augusta e Siracusa; numerose discariche di rifiuti anche pericolosi; lo stabilimento ex Eternit di Siracusa e le aree umide delle Saline di Priolo e Augusta. Le indagini ambientali evidenziano un grave stato di contaminazione dei suoli e delle falde, derivante soprattutto dai metalli pesanti: arsenico con concentrazioni anche di oltre 130 volte il valore limite; mercurio con concentrazioni di oltre 50 volte; cromo; piombo; antimonio; selenio; nitriti; zinco. Ma sono stati rilevati anche idrocarburi e composti aromatici: benzene con concentrazioni 200.000 volte oltre il limite; toluene (1.600); cloruro di vinile (24.000); tricloroetilene (2.000); tetracloroetilene (2.500); esaclorobutadiene (440.000); tetracloroetano (7.000); dibromoclorometano (130 volte); esaclorobenzene (30.000); Idrocarburi (800) volte il valore limite; alifatici clorurati cancerogeni e non. Nel SIN si sono osservati eccessi della mortalità generale per tutte le cause, specie per le malattie respiratorie acute, in uomini e donne. Nella popolazione maschile sono prevalenti i tumori del polmone e della pleura; in quella femminile le patologie dell’apparato digerente.

Gela. L’inquinamento dell’area della cittadina nissena (foto 2) è associato dal Decreto di perpetrazione dei SIN alla presenza degli impianti chimico, petrolchimico, raffineria e alla discarica di rifiuti. Per quanto riguarda il suolo e le acque di falda la contaminazione prevalente riguarda: metalli (arsenico, vanadio, mercurio, nichel, ferro, manganese); ammoniaca, composti alifatici cancerogeni, etilbenzene, stirene, toluene, p-xilene, idrocarburi totali, solfati, etc. L’ambiente marino costiero è stato contaminato invece dalla falda sottostante il polo petrolchimico, nel suo naturale deflusso idrogeologico verso il mare. A livello sanitario il segnale più evidente dell’inquinamento è l’eccesso di tumori polmonari e asma, sia negli uomini che nelle donne. Nella popolazione maschile risulta in eccesso anche il tumore dello stomaco, mentre in quella femminile del colon-retto.

Biancavilla. Il sito è costituito da una cava (foto 3) situata vicino al centro abitato del comune catanese: il materiale lapideo prodotto è risultato essere contaminato da fluoro-edenite, una fibra asbestiforme. L’inquinamento ha portato a un aumento dei livelli di mortalità nella zonae di malattie dell’apparato cardiovascolare e digerente. Infine è stato rilevato un eccesso di mortalità per tumore maligno della pleura, in entrambi i sessi.

Milazzo. Le principali criticità ambientali derivano dalle varie attività industriali (impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, una raffineria, un impianto siderurgico e una centrale elettrica) vicino alla zona costiera (foto), oltre a discariche abusive abbandonate. Anche qui sono state riscontrate consistenti contaminazioni da idrocarburi, metalli pesanti, BTEX, IPA con effetti sulla salute di residenti e lavoranti. Negli uomini è stato valutato un eccesso di malattie dell’apparato genitourinario e un difetto per le patologie dell’apparato respiratorio. Un recente studio sugli ex lavoratori di un’industria di manufatti in cemento-amianto, nel comune messinese di San Filippo del Mela, ha analizzato la mortalità per cause asbesto-correlate e l’incidenza del mesotelioma: l’indagine ha sottolineato un eccesso dell’incidenza di mesotelioma e di mortalità per tumore maligno della pleura, del polmone e per pneumoconiosi. Altri effetti sono stati riscontrati anche sui bambini, per cui risulta in eccesso la mortalità nel primo anno di vita per alcune condizioni morbose di origine perinatale.


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