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Totò Schillaci e l’aneddoto legato alla strage di Capaci del 1992

Quella frase di Trapattoni sulla strage di Capaci…

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 Lui è uno dei calciatori siciliani più famosi di tutti i tempi, diventando l’idolo delle folle nel corso dell’edizione del 1990 dei Mondiali di calcio. Stiamo facendo riferimento a Totò Schillaci che, con le sue reti e il suo dinamismo, aveva infiammato l’Italia intera, trascinando la Nazionale fino a una clamorosa semifinale.

Manca pochissimo all’edizione 2022 dei Mondiali, che si svolgeranno in Qatar, per la prima volta organizzati in autunno, quasi durante la stagione invernale. Cosa aspettarsi? Gli appassionati di scommesse mondiali sanno perfettamente come ci sia un notevole equilibrio, anche se Brasile, Argentina, Francia, Germania e Spagna sono sempre le favorite quando si tratta di queste competizioni. A proposito di campioni e di Nazionali, le capre scelgono il GOAT: sì, avete capito bene, si tratta di un approfondimento pubblicato sul blog di Betway, in cui è stato risolto in modo estremamente divertente, grazie all’aiuto di cinque capre reali, il dubbio che attanaglia tutti gli appassionati di calcio. Ovvero, chi è il più forte giocatore di sempre, tra Pelè, Maradona, Ronaldo, Zidane e Messi.

Quella frase di Trapattoni sulla strage di Capaci…

Ritornando a Totò Schillaci, nel suo libro “Il gol è tutto” racconta di un aneddoto che lo riguarda mentre era in ritiro con la maglia della Juventus. Poco prima di una delle tante cene condivise con il resto della squadra, Totò Schillaci venne accolto con una battuta di Trapattoni sulla strage di Capaci.

L’atmosfera a tavola è piuttosto tesa e tutti i volti dei suoi compagni in bianconero sono particolarmente cupi, esattamente come quello di mister Trapattoni. L’aria è pesante e non c’entra nulla l’ultima partita di campionato che la Juve avrebbe giocato in quel di Verona, visto che matematicamente la Juve è seconda in classifica.

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In realtà, quella frase pronunciata da Trapattoni non è una battuta, ma un commento a quanto successo pochi minuti prima e alla notizia rimbalzata nel giro di brevissimo su tutte le radio e i telegiornali. Ovvero, la terribile strage di Capaci, in cui la mafia ha assassinato il giudice Giovanni Falcone e alcuni componenti della sua scorta.

La risposta di Schillaci a Trapattoni

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Quella frase “Avete ucciso Falcone”, non è mai andata giù a Schillaci, che ha risposto per le rime al Trap. Il primo pensiero è stato quello di rispondere “hanno ucciso Falcone”, perché lui dovrebbe avere in qualche modo una colpa sulle sue spalle? D’altro canto, è risaputo che, per i giovani che nascono e crescono nei quartieri popolari in Sicilia, soprattutto di Palermo, la prima opzione per evitare una vita fatta di privazioni e di sofferenze è certamente quella della criminalità.

Una soluzione che per prossimità alle vite di queste persone è sicuramente la più comoda. In fondo, il calcio di strada era una delle poche forme di coltivare una passione che avrebbe potuto cambiare un futuro che, tante volte, sembrava già scritto. Molto semplice cadere in tentazione per i giovani, ma in tanti, però, sono riusciti a trovare gli stimoli per fare altre scelte. Se alcuni trovavano in sé stessi la forza per evitare quella tentazione e i soldi facili che si potevano ricavare con quella scelta, altri sono riusciti ad avere la meglio su quel sistema grazie alla famiglia e ai valori trasmessi.

Nel caso di Totò Schillaci, come svelato nel suo libro, la salvezza è stata la distrazione. Il coinvolgimento in qualche banda criminale è stato evitato solo perché il buon Salvatore era distratto dal pallone, a cui pensava da mattina a sera. Ed è stata proprio quella distrazione a permettere a Schillaci di raggiungere la Juventus e a vestire, da protagonista, anche la maglia della Nazionale. E dopo quella partita di Verona, Schillaci rispose anche a Trapattoni, sottolineando come non era stato lui a uccidere Falcone e nessuno potrà mai ucciderne il ricordo, finché si vivrà la quotidianità con i valori che lui ha pagato con la vita.


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