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La dieta Pesco-Mediterranea: come funziona, vantaggi

Aumentando il consumo di derivati della pesca la Dieta Mediterranea potrebbe diventare un’alleata ancora più forte della salute del cuore.

La dieta Pesco-Mediterranea: come funziona, vantaggi

Parte dal regime alimentare tipico del bacino mediterraneo, ma consiglia di aumentare la quota di prodotti ittici. Ecco perché e come mai viene consigliata
Cos’è la Dieta Pesco-Mediterranea: per chi, come funziona, vantaggi
La dieta pesco mediterranea è una variante del regime alimentare mediterraneo ed è la migliore dieta per la salute del cuore e per il benessere generale Partire dalla Dieta Mediterranea e aggiungere più pesce. Consiste soprattutto in questo la Dieta Pesco-Mediterranea, sulla quale è stato da poco pubblicato uno studio sul Journal of the American College Cardiology, che ne sottolinea gli effetti positivi soprattutto per contrastare le malattie cardiovascolari. La dieta pesco-mediterranea è stata decretata da un recente studio come la migliore alimentazione per la salute, del cuore e del benessere psicofisico generale.
Si tratta di una variante della dieta mediterranea in cui viene consumato il pesce come fonte primaria di proteine, al posto della carne rossa e del pollame.
Ecco come funziona, quali alimenti sono previsti e consigliati, e perché viene associato anche un digiuno intermittente, che aiuterebbe a diminuire le infiammazioni.

Cos’è la Dieta Pesco-Mediterranea
Si tratta di un regime alimentare che parte dalla classica Dieta Mediterranea, confermata come la migliore al mondo anche nel 2021. È la dieta mediterranea con una lista di alimenti lievemente diversa: include moltissimo pesce e frutti di mare come fonte primaria di proteine, e riduce al minimo la carne, sia rossa che bianca. Pare che un consumo maggiore di pesce, infatti, possa ridurre la mortalità per malattia coronarica fino al 34%. Prevede inoltre un consumo di verdure e frutta, olio di oliva, ma anche frutta secca come noci, latticini, poca carne, ma più prodotti ittici, in particolare frutti di mare. Il motivo è la presenza di Omega 3 che, come confermano diversi studi, ha una forte componente cardioprotettiva. Se già la dieta mediterranea è considerato un ottimo regime alimentare, questa sua variante ne potenzierebbe maggiormente i benefici.
Olio extravergine di oliva massimo protagonista
Esattamente come accade per la dieta mediterranea tradizionale, anche nella variante “pesco” un protagonista assoluto è l’olio extravergine di oliva. Che sostituisce egregiamente burro, margarina e altre tipologie di grassi simili; è un ottimo condimento e inoltre aiuta a combattere la stipsi.
Si rivela inoltre un toccasana per quanto riguarda l’aspetto cardiometabolico perché diminuisce il livello di colesterolo cattivo e aumenta il livello delle lipoproteine ad alta densità, ossia il colesterolo detto anche “buono”. Per potenziarne i benefici e l’assimilazione dei nutrienti, si consiglia di consumarlo insieme alla verdura.

Seguite anche il digiuno intermittente
Non basta seguire la dieta pesco-mediterranea: bisogna affiancarle anche la pratica del digiuno intermittente, limitando così l’assunzione di calorie in una finestra temporale che va dalle 8 alle 12 ore ogni giorno.
Nella Dieta Pesco-Mediterranea viene anche consigliato un “digiuno intermittente”, ossia un consumo degli alimenti in una finestra temporale di 8-12 ore, in modo da lasciare le altre 12-14 ore senza pasti. “E’ stato dimostrato che il digiuno intermittente, eseguito regolarmente, riduce il tessuto adiposo intra-addominale e riduce la produzione di radicali liberi – spiegano gli autori dello studio - Ciò suscita potenti risposte cellulari che migliorano il metabolismo del glucosio e riducono l’infiammazione sistemica e possono anche ridurre i rischi di diabete, CVD, cancro e malattie neurodegenerative.
Un digiuno notturno di 12 ore, dunque, ridurrebbe i livelli di insulina e le riserve di glicogeno, portando il corpo a bruciare gli acidi grassi delle cellule adipose, che sarebbero usati come “carburante” invece del glucosio. “Ciò migliora la sensibilità all’insulina. Il consumo limitato nel tempo non è più efficace per la perdita di peso rispetto alla restrizione calorica standard, ma sembra migliorare la salute” aggiungono i ricercatori.
Pro e contro della dieta Pesco-mediterranea
Se i benefici del consumo di pesce e le sue proprietà sono noti, gli esperti consigliano comunque di non eccedere nel suo consumo, soprattutto se si tratta di prodotti di grande taglia, per il rischio di accumulo di metalli pesanti. Le linee guida del ministero della Salute e dell’Efsa (l’ente europeo per la salute) ne consigliano il consumo 2/3 volte alla settimana, per la presenza di presenza di Omega 3, che sono degli antinfiammatori naturali e sono ricchi di acidi grassi buoni che abbassano trigliceridi e colesterolo, oltre che di Vitamina D e calcio e proteine nobili. Sarebbero, poi, da privilegiare i pesci di piccola taglia e in genere il pesce azzurro, come sardine, sgombri, alici, ecc. e, con minor frequenza, tonno e altri cosiddetti “pesci bistecca”, anche se questi sono più comodi perché già in tranci.
Quanto al digiuno intermittente, invece, è consigliato di non superare le 12 ore, sia perché altrimenti diventa poco sostenibile, sia perché può aiutare a perdere peso, ma rischia di sballare i ritmi circadiani e creare scompensi in alcuni soggetti.

I benefici della dieta pesco-mediterranea
La dieta mediterranea è universalmente riconosciuta come regime alimentare altamente salutare. Seguirne i principi aiuta a dribblare patologie che interessano il sistema cardiovascolare, ad esempio le coronaropatie, la sindrome metabolica e il diabete.
 


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