Economia Mutui

Mutui, tasso variabile verso il 5%: rata più alta di 200 euro in un anno

Mutui a tasso variabile verso la stangata

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Mutui a tasso variabile proiettati verso il 5% ed ennesima stangata per chi ha in corso un finanziamento di questo tipo. Questo lo scenario di mercato che si prospetta se giovedì prossimo la Bce darà corso all’ennesimo aumento (di 25 o 50 centesimi) del tasso di riferimento, ipotizzando che l’Euribor, il parametro di indicizzazione dei variabili, segua il percorso tracciato da Francoforte, come ha fatto negli ultimi mesi. Aumenta quindi il rischio che le rate diventino insostenibili per una parte delle famiglie che hanno stipulato a suo tempo un mutuo indicizzato (per scelta consapevole o indotta da consigli allo sportello non sempre disinteressati) e che non hanno voluto o saputo cogliere l’opportunità di surrogare in tempo. 

Nessun motivo di preoccupazione invece per chi ha in corso il mutuo a tasso fisso, mentre chi deve ancora avviare l’istruttoria e punta sul variabile deve mettere in conto un lieve aumento della rata rispetto al preventivato. Su un mutuo di nuova stipula da 150mila euro infatti un aumento del tasso di partenza di 25 centesimi peserebbe per circa 22 euro, un incremento di 50 centesimi per 44 euro.

Puntare sul variabile oggi è una scelta minoritaria e indubbiamente porta con sé una dose di rischio ma in prospettiva, se fatta da chi sul breve periodo può supportare altri incrementi delle rata, è un’opzione assai meno irrazionale di quella fatta da chi ha avviato l’indicizzato quando i tassi erano ai minimi e tutto lasciava pensare che sarebbero saliti. Questo perché nel caso di incremento dell’Euribor in un mutuo variabile l’aumento della rata cambia molto, oltreché ovviamente dall’entità del debito residuo, a seconda della durata residua e del tasso di partenza quando questi determina anche l’ammortamento del capitale.


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