Attualità Roma

Conte: no al condono edilizio

Stralciata la norma

Conte: no al condono edilizio

Roma - Il Premier Giuseppe Conte ha stralciato la norma sul Condono Edilizio del Decreto Semplificazioni, che ha suscitato mal di pancia nella sua maggioranza. 

I punti contestati nel testo erano due: gli abusi edilizi e l’accertamento di conformità. Per quanto riguarda il primo caso nel decreto veniva introdotta una semplice sanzione amministrativa per gli abusi edilizi che non hanno comportato un aumento del carico urbanistico. Nella bozza veniva specificato che "Le opere che, un tempo, erano soggette a mera autorizzazione comportano, di norma (ossia fuori dai casi di presenza di vincoli) l’applicazione di una sanzione pecuniaria (commisurata al doppio del valore incrementale). Analogamente, per le sole opere non comportanti aumento di carico urbanistico né vincolate, si è prevista una prescrizione decennale della violazione amministrativa"

Il secondo punto su cui si era a lungo dibattuto era la possibilità di estendere l’accertamento di conformità alla pianificazione urbanistica vigente anche alle opere conformi al piano regolatore solo al momento attuale, e cioè a quelle opere che oggi sono idonee rispetto al piano, ma "non lo erano al momento della loro iniziale realizzazione". In pratica queste non sarebbero state demolite, se fosse stata riscontrata la "attuale conformità dell’opera". Nel testo si leggeva che "tale accertamento di conformità non opera alcuna sanatoria retroattiva, ma si limita a riscontrare l’attuale conformità dell’opera. Conseguentemente, non estingue i reati eventualmente già commesso ed è assoggettato a una più onerosa contribuzione pecuniaria". Una norma analoga della Regione Sicilia era stata già bocciata dalla Consulta nel 2017, che l'aveva definita "condono surrettizio".

 


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