Economia Assalto alla diligenza

Condono edilizio, corsa agli uffici comunali prima dell’alt alla sanatoria

Gli abusivi assediano le amministrazioni perché accelerino l'esame delle istanze

Condono edilizio, corsa agli uffici comunali prima dell’alt alla sanatoria

 Ragusa - Il mini condono approvato in estate all'Ars, e impugnato dal Cdm, è valido fino a sentenza della Consulta: fino ad allora resta regolarmente pubblicata sulla Gazzetta ufficiale come legge a tutti gli effetti, e dunque è corsa dei privati negli uffici tecnici comunali per ottenere la sanatoria dei loro edifici prima che scatti lo stop. Bocciata un paio di settimane fa da Palazzo Chigi, Palazzo d’Orleans vuole difendere la norma davanti alla Corte costituzionale lasciando Comuni e proprietari nell’incertezza. Come nel 2016, infatti, l'eventuale incostituzionalità sancita dai giudici invaliderebbe i provvedimenti che nel frattempo  otterranno l'ok, escludendo l’effetto retroattivo. Perso per perso, in tanti hanno deciso comunque di portarsi avanti, confidando nei lunghi tempi burocratici e in esiti giuridici politicamente non scontati.

Secondo gli uffici tecnici regionali, sarebbero circa 150mila gli abusi edilizi da sanare, alcuni anche in provincia di Ragusa. La scorsa settimana il M5S ha presentato due disegni di legge per abrogare il condono e un'altra norma approvata al fotofinish in Assemblea, che abolisce il vincolo entro i 200 metri dai boschi. "Tocca congelare tutto, se non vogliamo sanare interi caseggiati irregolari" avvertono gli Ordini professionali di ingegneri e architetti"; "La situazione è sfuggita di mano" fa eco l’associazione dei sindaci siciliani. Nello Musumeci però tace: dal governatore non è arrivata ancora alcuna linea guida o indicazione operativa sulle modalità di sbrogliare la matassa di istanze, e le amministrazioni locali rischiano di andarsene in ordine sparso. 

La foto di Punta Secca è di Domenico Achille


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