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Sicilia, il “nuovo” Covid ha 38 anni: via libera agli anticorpi monoclonali

Sempre più giovani le vittime, l'età media cala anche in corsia: dopo i vaccini, accelera la terapia

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 Ragusa - Più giovani contagiati, di conseguenza più giovani ricoverati: il trend nazionale si conferma anche in Sicilia dove l’età media dei pazienti nei reparti Covid è scesa nelle ultime 3 settimane da 73 a 60 anni, mentre quella dei nuovi positivi è calata dai 44 di inizio gennaio agli attuali 38. Per il Comitato tecnico scientifico regionale, a influire nel nuovo trend non sono solo la maggiore contagiosità delle varianti (quella inglese ha ormai soppiantato l’originario ceppo cinese) e i comportamenti sregolati di tanti ragazzi ma, per fortuna, anche la progressiva vaccinazione degli anziani. Un dato che ribadisce l’efficacia dei sieri in circolazione, sia nel prevenire l’infezione che le successive complicazioni gravi.

Da quando è iniziata la campagna, l’incidenza del contagio tra gli over 80 è calata del 75%, passando da 200 a 50 casi ogni 100mila abitanti. Meno casi anche tra sanitari, docenti e forze dell'ordine. Al momento la fascia d'età in cui si registra il maggiore tasso di positività è dai 14 ai 45 anni. C’è una novità, però, che sta finalmente per subentrare nella cura: gli anticorpi monoclonali, autorizzati dal ministero della Salute dopo molte polemiche, e che adesso potranno essere utilizzati anche sull’Isola in fase precoce (entro 72 ore) per i pazienti ad alto rischio. Ridurrebbero il pericolo di sviluppare sintomi, e dunque l'ospedalizzazione, di circa il 70%. Inizialmente ne saranno dotati gli ospedali Cervello di Palermo e San Marco di Catania.


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