Giudiziaria Trapani

Bonafede: incontrai Messina Denaro per strada, mi chiese carta identità

L'incredibile racconto del geometra Andrea Bonafede agli inquirenti: l'incontro casuale e la cortesia...

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Trapani - L'incredibile racconto del geometra Andrea Bonafede agli inquirenti: l'incontro casuale e la cortesia...
Andrea, il geometra, non era un semplice favoreggiatore. Matteo Messina Denaro l’aveva “affiliato in via riservata al suo servizio diretto”, scrive il gip Alfredo Montalto, che ieri ha firmato l’ordine di arresto per il 59enne geometra di Campobello di Mazara.

Bonafede, uomo d’onore riservato, «ha consapevolmente fornito a Matteo Messina Denaro per oltre due anni ogni strumento necessario per svolgere le proprie funzioni direttive: identità riservate, un covo sicuro, mezzo di locomozione da utilizzare per spostarsi in piena autonomia».

«L’arresto dei più importanti latitanti di Cosa nostra — scrive il giudice Montalto — insegna che i soggetti al vertice tendono ad escludere dalla conoscenza del covo persino la gran parte degli associati mafiosi, limitando tale conoscenza a una cerchia più ristretta e più fedele di coassociati».

Il geometra Bonafede ha minimizzato davanti ai magistrati: «Un anno fa, per strada, Messina Denaro mi fermò ricordando la nostra amicizia da ragazzi, mi disse che aveva bisogno di aiuto perché affetto da gravi problemi di salute. Due giorni dopo, mi chiese la tessera sanitaria e la carta d’identità per potersi curare, quest’ultima me l’ha poi restituita». Il geometra ha anche parlato dei 15 mila euro che il latitante gli avrebbe dato per acquistare l’abitazione di via Cb31, nel giugno scorso. 

«È una ricostruzione smentita dal quadro delle indagini, per almeno due elementi», ha scritto il sostituto procuratore Pierangelo Padova: «Con l’identità di Andrea Bonafede, Messina Denaro si è sottoposto a un primo intervento chirurgico già il 13 novembre 2020, dunque due anni prima rispetto al presunto incontro con Messina Denaro, che Bonafede colloca intorno alla metà del 2022». E, poi, la carta d’identità non è stata affatto restituita. Con l’identità Bonafede, il boss ha comprato anche una Giulietta, a Palermo, il 12 gennaio 2022: i carabinieri l’hanno scoperto, scrive il gip Montalto, «grazie alla meritevole segnalazione del rivenditore», che ha riconosciuto nelle immagini del boss in Tv l’uomo che si presentò in negozio. «Messina Denaro — prosegue il giudice — non avrebbe potuto rivolgersi ad altri che ad una persona pienamente inserita nel contesto associativo». Bonafede, uomo d’onore riservato, «ha consapevolmente fornito a Matteo Messina Denaro per oltre due anni ogni strumento necessario per svolgere le proprie funzioni direttive: identità riservate, un covo sicuro, mezzo di locomozione da utilizzare per spostarsi in piena autonomia». Il suo alter ego. Fidato e mafioso. 


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