Attualità Roma

Perchè Di Maio e Salvini hanno sbagliato tutto, giocando al ribasso

La facilità con cui Mattarella ha rispedito a casa il Signor Nessuno

Roma - Pare che il veto su Luigi Di Maio premier non sia in verità da attribuire a Matteo Salvini, ma a Silvio Berlusconi, che ha dato l'ok a tradire la coalizione al suo Matteo a patto che Luigi, appunto, non facesse il premier. La scelta al ribasso di Giuseppe Conte come nuovo leader della rivoluzione grillino-leghista ha prodotto un risultato: la facilità con cui Sergio Mattarella ha potuto rispedirlo a casa non appena Salvini ha imposto il nome di Paolo Savona all'Economia. 

Ben più difficile sarebbe stato rimandare indietro un Luigi Di Maio premier incaricato. Così come è ingiustificabile che la Lega abbia espresso il proprio veto sul numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, scelto da Mattarella per il Ministero di viale XX Settembre. Altro che fini strateghi! Luigi e Matteo hanno pagato la loro scelta al ribasso sul premier, non capendo che la forzatura su Savona, uomo di Confindustria, grande frequentatore di tutti i poteri forti, italiani ed esteri, era una battaglia di retroguardia tutt'altro che nel segno della discontinuità. 

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