Attualità Polemiche

Galli Della Loggia: Caro Alberto Angela, non banalizziamo...

Finiamola col sensazionalismo delle banalità

 Milano - Ernesto Galli Della Loggia scrive una lettera ad Alberto Angela, e lo fa dalle colonne del Corriere della Sera.

"Da quanto tempo non legge un libro di storia?" La domanda è quasi offensiva. Galli Della Loggia si dice deluso dall'affermazione fatta da Angela a Repubblica: «Quando apriamo un libro di storia troviamo date, re, battaglie, imperi e poi basta. Sfugge completamente la realtà e cioè che la storia è fatta di piccole storie. In questa serie (s’intende quella da lei curata), ogni epoca la vedremo attraverso una famiglia: ogni volume racconta di un padre, una madre, di figli, zie, ed esplora la loro vita quotidiana, i cibi, le strade, i commerci, i modi di vestire, come un padre si rivolgeva ai figli, come avveniva un matrimonio. Non è quello che tutti vorremmo sapere?».

"Peccato che sono decenni – almeno sette od otto ma forse di più, caro Angela – che gli storici di professione che proprio degli sciocchi non sono hanno avuto le sue stesse curiosità e si sono messi a fare ricerche e a scrivere libri per soddisfarle. Ha mai sentito parlare, tanto per dire, di storia sociale, delle Annales, di storia delle donne? Pensi che negli anni 80 del ’900 l’editore Einaudi varò addirittura una collana che s’intitolava «Microstorie» e che aveva proprio il taglio che lei auspica: raccontare il micro, storie minute di vita, per spiegare il macro".

Galli Della Loggia invitando Alberto Angela a "non far credere di raccontare chissà quali mirabolanti novità quando viceversa si parla di cose da tempo acquisite al sapere dalla ricerca professionale. Anche questo infatti – non le sembra? – alla fine è un modo per svalutare la ricerca stessa e i suoi addetti, per abbassarne l’immagine e la considerazione agli occhi dei più".