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Caos sanità, la politica e le nomine

Tra parentopoli e candidati dai titoli dubbi, l'elenco degli idonei all'incarico di manager finisce sotto la lente di ingrandimento del Ministero della Salute

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Ragusa - Il sistema sanitario in Sicilia continua ad essere campo minato. Dietro le nomine dei manager della sanità c’è pochissimo di sanità. La nomina dei Dg è approdata sul tavolo della Direzione generale del Ministero della Salute, certificando lo stato di criticità. I candidati, oggi Commissari, diventano vere e proprie ‘pedine’ nelle mani dei politici, che oltre a determinare la loro collocazione (geografica), vorrebbero influenzare, talvolta riuscendovi, l’indirizzo gestionale (in primis le procedure di selezione del personale).

Sotto esame, appunto, l’elenco degli idonei pubblicato il 16 dicembre 2022. Si tratta dei candidati siciliani della procedura selettiva che ha dato vita all’elenco nazionale degli idonei alla nomina di direttore generale. Il senatore dei 5 Stelle Pietro Lorefice ha richiesto al Ministero della salute di acquisire “copia dei documenti prodotti dalla commissione e dai candidati siciliani per l’elaborazione dell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del servizio sanitario nazionale". Una procedura che potrebbe allungare di qualche settimana il decreto di nomina degli attuali commissari. Sotto la lente d’ingrandimento ci sarebbero almeno tre nomi. Eventuali irregolarità nella procedura selettiva nazionale potrebbero avere ripercussioni su alcune avvenute nomine a dg della Sanità siciliana: l’appartenenza all’albo nazionale degli idonei, infatti, è uno dei requisiti previsti dal bando di selezione regionale. Intanto è scoppiata la bagarre politica.

Sotto accusa il Presidente della Regione Renato Schifani, bersaglio del deputato regionale Ismaele La Verdera, che ha denunciato in aula una parentopoli che coinvolge il massimo dirigente dell’assessorato alla salute, Salvatore Iacolino.

“Un capolavoro che dovrebbe fare impallidire questa classe politica- ha tuonato il deputato La Verdera- . e che permette il “distacco” di una dottoressa che presta servizio all’ospedale di Agrigento, che è la figlia del Direttore Generale Salvatore Iacolino,” comandata” proprio nell’assessorato diretto dal padre”. “Si tratti di atti senza dignità -ha detto La Verdera- Ormai Iacolino è il vero assessore alla salute”. 


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