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Bonus 200 euro, 10 risposte esatte a 10 domande frequenti

Dagli autonomi ai part-time, dalla Naspi al reddito di cittadinanza: trova il tuo dubbio da sciogliere

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 Ragusa - Ha riscosso un grande interesse il Bonus 200 euro stanziato dal governo per oltre 1/3 dell’intera popolazione italiana. È ampia la platea a cui, con queste banconote, l'esecutivo Draghi intende far riguadagnare potere d’acquisto a stipendi e pensioni, prosciugati da inflazione e aumento dei prezzi: la scadenza per dipendenti e pensionati è fissata a luglio, mentre per le partite Iva non c’è ancora una data certa perché si attende ancora di conoscere i requisiti reddituali richiesti dal decreto ministeriale, gli importi del bonus e le modalità di erogazione. Coinvolti nel bonus anche titolari di cococo, percettori del reddito di cittadinanza, collaboratori domestici, stagionali, intermittenti e lavoratori autonomi occasionali. Molte le domande di approfondimento che ci sono giunte in redazione, a cui diamo di seguito ordine, riassumendole e rispondendo una ad una, almeno in base alle disposizioni attuali.

1.      Il bonus 200 euro spetta a tutti i dipendenti? È automatico?
L’indennità una tantum di 200 euro non è erogata in automatico a tutti i dipendenti perché è necessario rispettare alcuni requisiti soggettivi per ottenerla: In particolare spetta a chi:
- non è titolare di trattamenti pensionistici o reddito di cittadinanza (perchè in tal caso spetta il bonus previsto dall’articolo 32 del decreto Aiuti)
- ha beneficiato dell’esonero contributivo dello 0,8% nel primo quadrimestre 2022 e ha avuto quindi un reddito imponibile mensile massimo di 2.692 euro in uno di questi mesi.
- è in forza al 1° luglio 2022

2.      Come fa il datore di lavoro a sapere se sono stati rispettati tutti i requisiti?
Il datore di lavoro non è sempre in possesso di tutte le informazioni necessarie per determinare se spetta o meno l’indennità prevista dal decreto Aiuti ed è per questo che la normativa ha previsto una dichiarazione che il dipendente deve compilare obbligatoriamente per ottenere il bonus. Al momento non c’è un modulo ufficiale per certificare il rispetto dei requisiti ma un Fac-simile da poter utilizzare è stato elaborato dalla Fondazione studi dei Consulenti del lavoro.

3.      La dichiarazione preventiva è necessaria anche per pensionati e dipendenti pubblici?
No, la dichiarazione è prevista solo per i dipendenti del settore privato. Per pensionati e dipendenti pubblici saranno Mef e Inps a incrociare i dati a loro disposizione, nel rispetto della normativa privacy, per determinare se spetta o meno il bonus 200 euro.

4.      Per chi è part-time il bonus 200 euro è intero o dimezzato?
L’indennità di 200 euro prevista dal decreto Aiuti spetta a tutti i lavoratori dipendenti in possesso dei requisiti soggettivi a prescindere dalla durata dell’orario di lavoro o dalla tipologia di contratto. Per questo motivo, anche nel caso di lavoratore con contratto part-time il bonus 200 euro non verrà dimezzato ma spetterà nella misura intera prevista.

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5.      Chi percepisce la Naspi deve fare richiesta all’Inps?
Chi percepisce l’indennità di disoccupazione fa parte della platea di coloro che avranno diritto al bonus 200 Euro a luglio. Non è necessario fare una richiesta formale, nè compilare dichiarazioni perchè l’erogazione viene effettuata direttamente dall’Inps, in automatico, ai percettori di Naspi e di Dis-Coll per il mese giugno 2022. Il bonus previsto dal decreto Aiuti spetta anche a coloro che nel corso del 2022 stanno percependo l’indennità di disoccupazione agricola relativa al 2021.

6.      Per i pensionati i requisiti per ottenere l’indennità sono diversi?
I requisiti per i pensionati sono definiti dall’articolo 32, comma 1-7, del decreto Aiuti e parzialmente diversi rispetto a quelli dei dipendenti. Per ottenere il bonus 200 euro è necessario:
- essere residenti in Italia
- essere titolare di almeno un trattamento pensionistico da previdenza obbligatoria (dal 30 giugno 2022)
- essere titolari di reddito personale ai fini Irpef per il 2021 inferiore a 35mila euro.
Possono ottenere il bonus anche coloro che percepiscono pensione o assegno sociale oppure assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti. L’erogazione è automatica dopo i controlli fatti dall’Inps quindi non è necessario farne richiesta o presentare documentazione.

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7.      Se in famiglia c’è qualcuno che prende il reddito di cittadinanza, agli altri componenti del nucleo spetta comunque?
No. Nei nuclei familiari con all’interno un percettore del reddito di cittadinanza, il bonus 200 euro non spetta a tutti gli altri componenti, anche se rispettano tutti gli altri requisiti. Spetta quindi solo un bonus per nucleo familiare.

8.      Come funziona il bonus 200 euro per chi ha la partita Iva?
Il decreto Aiuti ha previsto che l’indennità una tantum spetti anche a lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali obbligatorie Inps. È stato istituito un Fondo da 500 milioni dedicato a questo. È però necessario attendere un decreto ministeriale attuativo con requisiti, modalità di erogazione e tempistiche. Verrà emanato entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Aiuti, quindi entro il 17 di giugno.

9.      Chi fa solo ricevute di lavoro autonomo occasionale e non ha partita Iva ha diritto al bonus 200 euro?
Si, l’indennità spetta anche a chi è titolare di contratti di lavoro autonomo occasionali (articolo 222 del Codice civile). È pero necessario rispettare due importanti requisiti per poter ottenere il bonus 200 euro:
- essere iscritti alla gestione separata Inps;
- Aver versato almeno un contributo mensile nel 2021.
In merito a questo aspetto è importante ricordare che l’obbligo di iscrizione e di relativo versamento sorge una volta superati i 5.000 euro di reddito derivante da queste attività (articolo 44 Dl 269 convertito nella legge 326/2003)

10. Il bonus 200 euro è netto o verrà poi tassato in dichiarazione dei redditi?
Il bonus non sarà soggetto a tassazione perché non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef né per i lavoratori dipendenti e pensionati, né per le partite Iva, né per tutti gli altri soggetti beneficiari.


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