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Italia, cosa succede se Putin taglia il gas

Le armi non tacciono, e lo scenario diventa più che probabile

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/08-03-2022/italia-cosa-succede-se-putin-taglia-il-gas-500.jpg Italia, cosa succede se Putin taglia il gas


 Roma - Che cosa accadrebbe al nostro Paese, in particolare al sistema elettrico nazionale, se la Russia, come minaccia di fare, smettesse di rifornirci di gas? Risponde uno studio della Fondazione Eni-Enrico Mattei che, utilizzando specifici software di simulazione del mercato elettrico e del gas sotto diverse ipotesi, giunge alla conclusione che lo stop al gas russo, «è un’eventualità da scongiurare con forza» perché costringerebbe il governo a decidere un razionamento del gas, cioè dei «distacchi programmati», che potrebbero comportare sia dei black out nella corrente elettrica sia tagli alle erogazioni di gas per uso industriale o per uso civile (riscaldamento e gas per cucinare).

L’Italia consuma ogni anno più di 70 miliardi di Smc, cioè metri cubi di gas: 71,4 nel 2019, 68,4 nel 2020 (ma c’è stata la pandemia), 73,3 nel 2021. Circa il 40% di questo gas lo compriamo dalla Russia: l’anno scorso 28,2 miliardi di Smc. Al secondo posto delle importazioni figura l’Algeria (21,1) mentre la produzione nazionale concorre solo con 3,1 miliardi di metri cubi. Il totale dei 73,3 miliardi di Smc nel 2021 è stato così ripartito: 33,3 miliardi per usi civili, 25,9 per la generazione termoelettrica e 14,1 per usi industriali. La ricerca è costruita su uno scenario critico in cui le forniture dalla Russia sono azzerate da adesso fino alla fine del prossimo inverno, ovvero marzo 2023.

Si prendono in considerazione tutte le contromisure. In particolare, un aumento delle importazioni dall’Algeria e dalla Libia, la «massimizzazione dell’import di Gnl» (gas naturale liquefatto) e un «lieve incremento della produzione nazionale verso la fine dell’anno», oltre al potenziamento degli stoccaggi, tutte misure che il governo sta predisponendo. In negativo, però, si ipotizza l’azzeramento delle importazioni di gas dal Nord Europa (2,1 miliardi di Smc nel 2021) perché tutto il nostro continente dovrebbe far fronte a un ammanco di gas russo pari a 200 miliardi di Smc. Alla fine, dice la Feem, l’Italia potrebbe disporre nei prossimi tredici mesi di 58,4 miliardi di metri cubi di gas, cioè quasi il 75% della domanda del 2021.

A questo si possono aggiungere parte delle riserve strategiche e arrivare così a 58 miliardi di Smc: 16-18 miliardi in meno rispetto a 13 mesi normali. Come potrebbe essere gestita questa situazione? Lo studio prende in considerazione l’ipotesi che si dia priorità al sistema elettrico nazionale, per evitare interruzioni della corrente elettrica. L’obiettivo dovrebbe essere perseguito in uno scenario che vedrebbe comunque un ulteriore forte aumento del prezzo del megawattora (lo studio stima 100 euro in più) e la fine della possibilità di importare elettricità, perché tutti i Paesi, anche la Francia che ha il nucleare, sarebbero alle prese con problemi simili.


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