Economia Fonti rinnovabili

Ragusa, la prima comunità energetica d'Italia compie un anno

Proseguono gli investimenti sui progetti energetici puliti, a chilometro zero

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/30-05-2022/ragusa-la-prima-comunita-energetica-d-italia-compie-un-anno-500.jpg L'impianto agrivoltaico su serra della Energy srl a Comiso, in funzione da marzo

 Ragusa - Tra qualche giorno, il 18 giugno, compirà un anno ma intanto ha già festeggiato il primato: essere la prima comunità energetica agricola d’Italia. E anche questa volta è la provincia ragusana a proporre un progetto, supportato da Enel X con la collaborazione della Banca Agricola Popolare di Ragusa: la realizzazione di un impianto fotovoltaico della potenza di 200kW e della piattaforma tecnologica per la gestione della comunità energetica. Piattaforma messa a disposizione da un gruppo di aziende locali, attive nel settore agricolo e capitanate dal consorzio "La Mediterranea".

A distanza di un anno sono già tre i progetti nel territorio ibleo, anche se in qualche caso ancora in attesa del via libera da parte del Gse, e lo si deve anche alla disponibilità a finanziarli da parte della Bapr: «La banca è pronta a sostenere il finanziamento delle comunità energetiche sia se costituite da imprese o da privati, sia se promosse dalle pubbliche amministrazioni» ha detto il direttore generale Saverio Continella, e così finora è stato. Tra le altre comunità energetiche dell’isola, individuate dal rapporto Orange Book, c’è Ferla nel siracusano e la Lelat a Messina.

Più 5 in corso di definizione: due nel messinese, una a Blufi nel palermitano, una a Paternò nel catanese e un’altra ancora nel ragusano, a Scicli. Un'ottica di autoconsumo sempre più attuale dato il caro energia e la dipendenza energetica, amplificati da una guerra ucraina innestatisi in un già grave quadro inflattivo nazionale. «Le comunità energetiche non sono la soluzione al problema - afferma Gregory Bongiorno, presidente di Sicindustria –, ma sono di certo una risposta a una emergenza».

Sono ancora poche, ma è solo questione di tempo. Le comunità energetiche rinnovabili (Cer) - introdotte dall’articolo 42-bis del Decreto Milleproroghe n. 162/2019 - sono ormai incardinate sulla strada giusta. Una "comunità energetica" è un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o piccole e medie imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi per l’autoconsumo di energia elettriche da fonti rinnovabili, cioè non fossili.

Il legislatore è intervenuto anche con il Dlgs 199/2021, che dà attuazione alla Direttiva europea RED II e prevede criteri direttivi che dovrebbero entrare in vigore entro fine giugno 2022, tra cui quello che gli impianti debbano avere una potenza complessiva non superiore a 1 Mw ed essere connessi alla rete elettrica attraverso la stessa cabina primaria (corrispondente territorialmente a circa 3-4 Comuni o 2-3 quartieri di una grande città) su cui insistono anche tutti gli iscritti alla comunità.


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