Giudiziaria Siracusa

Rinviati a giudizio Verdini e Peppino Mineo

Messina - Rinviati a giudizio l’ex parlamentare Denis Verdini e l’ex magistrato Giuseppe Mineo, docente di diritoo privao a Scienze Politiche di Catania, adottivo sciclitano. A processo anche l’ex deputato regionale Giambattista Coltraro e i consulenti Salvatore Maria Pace e Vincenzo Naso. Queste le decisioni prese questa mattina a Messina, con i giudici che hanno accolto la richiesta della Procura peloritana in merito a due filoni del Sistema Siracusa.

Il primo coinvolge anche gli avvocati Giuseppe Calafiore e Piero Amara e l’imprenditore Alessandro Ferraro: per tutti e tre udienza rinviata al 20 dicembre. Amara ha preannunciato la presentazione di una richiesta di patteggiamento ancora non formulata ma auspica possa essere in continuazione con l’altra inchiesta di Roma, Ferraro ha avanzato richiesta di rito alternativo condizionato alla posizione di Amara (quindi patteggiamento o abbreviato), nessuna notizia da Calafiore (che dovrebbe proporre pure lui una richiesta di accordo. L’ultima, poi ritirata, è stata di 2 anni) la cui posizione era stata stralciata e rinviata per impedimento dei difensori.

In questo procedimento, l’ex senatore di Ala è accusato di illecito finanziamento ai partiti e l’ex magistrato del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione siciliana di corruzione in atti giudiziari. Le due posizioni sono emerse a seguito delle rivelazioni degli avvocati Amara e Calafiore, al centro di un giro di corruzioni finalizzate ad avvantaggiare clienti di peso, finiti per diventare il fulcro del cosiddetto Sistema Siracusa. La vicenda, in questo caso, si inquadra nell’inchiesta per corruzione giudiziaria che ha coinvolto anche Mineo, accusato di essersi interessato perché fosse sovrastimato il danno chiesto, tramite ricorso amministrativo, da Open Land, impegnata in un contenzioso col Comune (Fiera del Sud) e la Sovrintendenza di Siracusa (villette di Epipoli). Per entrambi, prima udienza fissata il 22 gennaio. Si sono costituiti parte civile il Comune di Siracusa, Legambiente e il Pm Marco Bisogni. Ancora assenti Ministero della Giustizia e Regione Siciliana, che però sono ancora in tempo.

Nello stesso giorno inizierà il processo anche per Coltraro (qui si è costituita anche l’Agenzia delle Entrate), Pace e Naso. Il notaio, che aveva effettuato il rogito di diversi atti nell’interesse del gruppo “Frontino”, è accusato di peculato. Il 16 agosto 2013, ritenendo di essere “vittima di una campagna persecutoria” da parte dell’Agenzia delle Entrate di Siracusa presentò una querela contro ignoti al Tribunale di Siracusa.

L’ex pm Giancarlo Longo (che martedì ha patteggiato la pena) si “auto-assegnava” il procedimento per il reato di simulazione di reato a carico di ignoti e il 21 agosto, appena 4 giorni dopo il deposito della querela e “senza svolgere alcun approfondimento investigativo”, apriva un fascicolo iscrivendo nel registro degli indagati il responsabile dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (tra le parti civili costituite). Le relazioni dei consulenti Pace (Fiera del Sud) e Naso (Villette di Epipoli) sarebbero invece state pilotate, secondo l’accusa, in quanto scritte da Calafiore.

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