Benessere I cibi della quarantena

Insalata in busta: quali rischi nasconde

Lavate bene l’insalata prima del consumo

Insalata in busta: quali rischi nasconde

L’insalata in busta è davvero già pronta da mangiare, o deve essere lavata prima di essere consumata? Alzi a mano, chi tra di voi, non ha almeno una volta comprato le buste di insalate già pronte per pigrizia o per ottimizzare i tempi senza rinunciare ad un piatto di insalata da consumare a tavola. Vediamo però quali rischi nasconde per la nostra salute l'insalata in busta.

L’insalata in busta è un’ancora di salvezza quando non abbiamo né tempo né voglia di cucinare: basta metterla in una ciotola, aggiungere qualche pezzetto di formaggio o del tonno, sale, olio e la cena è pronta. Il confezionamento degli alimenti freschi è stato un vero e proprio boom e ormai non esiste supermercato dove nei banchi frigo vicino a frutta e verdure fresche non si trovino tanti ortaggi confezionati, in primis le insalate in sacchetto, un mix di diverse varietà quali lattuga, scarola, songino e gentile, a cui possono essere aggiunte altre verdure come carote, rucola e radicchio.

Anche in questi giorni, poi di Quarantena forzata causa coronavirus, ci è più semplice fare scorte al supermercato (anche se i tg continuano a dire che non è necessario) di buste di insalate già pronte da tenere in casa già pronte all’uso. Ma davvero l’insalata in busta è già lavata? Non corriamo alcun rischio a mangiarla senza lavarla di nuovo? Secondo alcuni studi, pare che in realtà non sia il proprio il massimo dell’igiene. Vediamo insieme perché.

L’insalata in busta fa male?

In generale possiamo dire che si tratta di un prodotto sicuro, secondo quanto dimostrato da recenti studi che ne hanno analizzato la qualità. Ma è bene precisare che questo avviene solo se a monte, quindi da parte dei produttori, sono state rispettate le regole di preparazione e di conservazione. Uno studio del 2018 dell’Università di Torino ha denunciato la presenza di quantità elevate di batteri e altri microrganismi nell’insalata in busta. Dallo studio, che è stato condotto su 100 buste di insalata, è emerso anche che il prodotto inizia a deperire ben prima della data di scadenza indicata sulla confezione. Questo perché non ci sono conservanti nell’insalata in busta e la freschezza è garantita solo dalle basse temperature. Durante tutto il percorso, dal confezionamento alla vendita nei supermercati, l’insalata dovrebbe essere sempre conservata ad una temperatura costante e al di sotto degli 8°C. Una condizione non sempre facile, visto che i banchi refrigerati dei supermercati non hanno una temperatura uniforme, come i frigoriferi domestici.

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Lavate bene l’insalata prima del consumo

Inoltre, sebbene prima di essere confezionate le insalate siano lavate per due volte in delle speciali vasche a ricambio d’acqua continuo, a volte la comune acqua non è in grado di eliminare tutti i batteri. La percentuale di batteri rimasta, seppur bassa, al minimo innalzamento della temperatura riesce a moltiplicarsi, attivando un processo di fermentazione che fa gonfiare i sacchetti.

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È sempre buona norma lavare le insalate confezionate prima del consumo, anche se sulla confezione è riportata la dicitura “prodotto confezionato e già lavato”. Può capitare infatti che il lavaggio non sia stato fatto nella maniera dovuta per cui l’insalata, anche se apparentemente pulita, non lo risulta al 100%. Il miglior lavaggio è quello con acqua e bicarbonato. Meglio, quindi, lavare sempre accuratamente l’insalata. Se vedete che la busta dell’insalata è gonfia, evitate di acquistarla, anche se non è scaduta.

Insalata in busta e toxoplasmosi

Non tutti i batteri e microrganismi presenti sono pericolosi. Può esserci, però, un parassita molto pericoloso, soprattutto per le donne in gravidanza: il Toxoplasma gondii, responsabile della toxoplasmosi.

Fate attenzione alla data di scadenza della vostra insalata in busta

E’ sempre bene acquistare le insalate in busta con data di scadenza che vada avanti nel tempo perché “più siamo in prossimità della scadenza, più è facile che proliferino i batteri, dal momento che il prodotto è via via meno fresco”.

Verificare lo stato dell’insalata, sia al momento dell’acquisto che al momento del consumo. Se all’interno della confezione, infatti, sono presenti delle foglie di colore verde scuro, annerite, avvizzite o recanti bordi marcescenti, significa che il prodotto si sta alterando ed è iniziata una proliferazione batterica. Al momento del consumo, anche l’olfatto può aiutarci in tal senso poiché se è cominciata una proliferazione batterica l’insalata ha un odore sgradevole.

Consumate l’insalata in busta rapidamente

Una volta aperta la confezione, consumare l’insalata immediatamente o, comunque, massimo entro 24 ore, in quanto le foglie si degradano molto rapidamente. Per lo stesso motivo è sempre buona norma consumare tutta l’insalata dopo l’apertura della busta, senza riporne una parte in frigo. Le insalate in busta in questo periodo di lunghe file al supermercato e durante la quarantena, sono certamente comode e fresche e si inseriscono bene all’interno di una dieta equilibrata. Attenzione però alle temperature, per cui se vi è utile, date un’occhiata a come conservare correttamente le verdure e la carne.


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