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Covid Sicilia, ieri non è morto nessuno: il virus arretra, i divieti no

Il sudest dell'Isola ancora a rischio, il Papa pro vax: «L’obbligo è morale»

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/28-01-2022/covid-sicilia-ieri-non-e-morto-nessuno-il-virus-arretra-i-divieti-no-500.jpg Il sudest dell'Isola ancora a rischio, il Papa pro vax: «L’obbligo è morale»


 Ragusa - L’incidenza di positività settimanale è ancora oltre la soglia di guardia, ma in sensibile diminuzione: il tasso più elevato, rispetto alla media regionale, è nella provincia di Ragusa (1.603 nuovi casi Covid su 100mila abitanti); seguita da Siracusa (1.436), Caltanissetta (1.420) e Catania (1.044). Resta da vaccinare ancora il 12% della popolazione over 12 dell’Isola e tra loro tanti ultra 50enni per cui, dal 15 febbraio, scatta l’obbligo vaccinale tout court. Al richiamo della terza dose, in cifre assolute, mancano ancora oltre 840mila aventi diritto. Non preoccupa solo la circolazione del virus nelle scuole, al momento ancora contenuta.

Nella Sicilia sudorientale continua a concentrarsi anche la maggior densità di detenuti contagiati dietro le sbarre. La percentuale più alta, rilevata dal Garante dei diritti dei detenuti della Regione, è nel siracusano: 200 reclusi infettati, su 600 circa. Ma si sono superati pure i 300 positivi tra gli agenti di polizia penitenziaria in servizio nelle case circondariali regionali. “Non si riesce più a coprire i turni - lamenta Uilpa Sicilia -, al personale rischiano di non essere più concessi congedi e riposi, perché non viene incrementato il servizio di sorveglianza: nel carcere di Caltanissetta, ad esempio, è senza un direttore effettivo e servono almeno 30 unità”.

Nelle chiese, altro luogo al chiuso, i vescovi ricordano l’«obbligo morale» a vaccinarsi ribadito da Papa Francesco. Causa Coronavirus salta di nuovo la festa religiosa più sentita dai catanesi, quella di Sant'Agata: le reliquie della Patrona saranno esposte in diretta streaming sui canali Fb e YouTube dell'Arcidiocesi, il 4 febbraio alle ore 6. Oggi è in programma pure lo sciopero degli infermieri, meno male che i ricoveri calano: nel bollettino di giovedì il tasso di occupazione delle terapie intensive è piombato al 17,5%, contro la soglia arancione del 20. Un report ormai scaduto nel ridicolo per affidabilità temporale: dei 41 decessi segnalati ieri nessuno era del 27 gennaio ma tutti di giorni addietro, risalenti fino a una settimana prima.

Mancano ormai pochi giorni al via ai controlli green pass nei negozi e tutti quelli che non vendono beni essenziali sono tenuti al controllo. Sia che piazzino uno scanner automatico all’ingresso o a un addetto in care e ossa, sono soldi in più “che graveranno ulteriormente sui loro bilanci” denuncia Federdistribuzione, senza contare “la formazione di code o assembramenti: chiediamo al governo che per tutte le attività commerciali per cui scatterà l'obbligo del controllo si possa adottare una modalità di verifica a campione delle certificazioni, come già avviene per il trasporto locale e nei luoghi di lavoro”. Molti esercenti hanno preferito prendersi un break in questi giorni, con una massa di isolati a casa, anche per prepararsi meglio alla novità. 


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