Attualità Covid

Sicilia in giallo fake, anche in zona arancione non cambierebbe nulla

Regole e colori sorpassati di fatto dalle nuove norme nazionali in vigore dal 10 gennaio

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/03-01-2022/sicilia-in-giallo-fake-anche-in-zona-arancione-non-cambierebbe-nulla-500.jpg Regole e colori sorpassati di fatto dalle nuove norme nazionali in vigore dal 10 gennaio


 Ragusa - La Sicilia si sveglia oggi in zona gialla ma, come abbiamo più volte spiegato su Ragusanews, non se ne accorgerà nessuno. Il cambio di colore non apporta alcuna modifica rispetto alle blande restrizioni dell’area bianca: l’obbligo di mascherina all’aperto è già in vigore in tutta Italia e il limite delle 4 persone al tavolo è sorpassato dall’obbligo di super green pass, cioè del vaccino, per entrare in bar e ristoranti. Ma, per quanto riguarda le misure anti Covid, non cambierebbe nulla neanche se l’Isola finisse in arancione.

Dei tre parametri che stabiliscono i colori, il primo arancione – l’incidenza di 150 nuovi casi settimanali su 100mila abitanti – è stato già superato da un pezzo in Sicilia, che attualmente sfiora i 300. Come probabilità di progressione l’Iss classifica la regione a “rischio alto” ma, a livello nazionale, la media di nuovi positivi è arrivata addirittura a quasi 800: l’indice di contagio è diventato, quindi, un riferimento completamente decontestualizzato. Gli altri due tetti dell’area arancione riguardano le terapie intensive, che non devono superare la soglia del 15% dei posti letto disponibili; e i ricoveri ordinari, che non devono oltrepassare il limite del 30%. Al momento sull’Isola sono rispettivamente poco sopra il 20% e l’11%.

Nessun imminente allarme arancione, dunque, anche se a livello comunale è già stato imposto e al momento interessa 9 comuni siciliani, di cui 6 nel messinese: fino a mercoledì 5 gennaio sono in fascia di rischio intermedia Barcellona Pozzo di Gotto, Gualtieri Sicaminò, Terme Vigliatore e Scaletta Zanclea (Messina), Marianopoli (Caltanissetta) e Gravina di Catania; e fino a mercoledì 12 Caronia e Santa Lucia del Mela (Messina) e Ribera (Agrigento). Ma ammesso che nelle prossime settimane tutta la Sicilia finisse per avere curve da zona arancione, in pratica - con le nuove norme sul super green pass in vigore il 10 gennaio – le norme rimarrebbero sostanzialmente identiche: l’unica vera differenza sarebbe il green pass base, ottenibile anche tramite tampone, per uscire dai comuni con oltre 5mila abitanti.

Lo stop agli spostamenti riguarderebbe cioè solo chi non ha fatto neanche un test rapido nelle 48 ore precedenti ma, come in passato, resta comunque possibile uscire dal proprio territorio per motivi di lavoro, necessità e salute. Tra una settimana, a livello di regole, l’Italia sarà uniformata in un’unica zona che non avrà più senso definire bianca, gialla o arancione. I divieti, in queste tre fasce, interesserebbero insomma solo i no vax. I colori e le loro restrizioni sono stati di fatto cancellati dall’ultimo decreto di fine anno con cui il governo, a partire da lunedì prossimo, estende l’obbligo di super green pass (e dunque del vaccino) praticamente a tutte le attività sociali.

Il risultato è un caotico accavallarsi di norme, in cui le nuove subentrano e scavalcano le vecchie senza che queste vengano tuttavia cancellate, aumentando così a dismisura la confusione dei cittadini su ciò che consentito fare o meno. Nuove limitazioni per tutti, vaccinati inclusi, scatterebbero soltanto in rosso ma le soglie previste per questa zona sono un’occupazione in area medica sopra il 40% e in terapia intensiva oltre il 30%: uno scenario ormai irraggiungibile grazie ai vaccini, che potrebbe verificarsi solo se tutta la popolazione decidesse improvvisamente di smettere di vaccinarsi o se dovesse insorgere una variante del Coronavirus totalmente refrattaria ai sieri. 


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