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Superbonus 110%, sbloccata la cessione dei crediti: cosa cambia

Le risorse sbloccate: 13,5 miliardi

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/29-07-2022/superbonus-110-sbloccata-la-cessione-dei-crediti-cosa-cambia-500.jpg Superbonus 110%, sbloccata la cessione dei crediti: cosa cambia

Roma - Il decreto Semplificazioni, approvato alla Camera, con 355 voti a favore, 31 contrari ed 11 astenuti, prevede tra gli altri interventi un emendamento che sblocca la cessione dei crediti relativi al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi. Con la modifica viene eliminata la data del 1° maggio 2022 come termine dal quale far decorrere le cessioni facilitate dei bonus. L’emendamento riammette al regime facilitato anche le cessioni e gli sconti in fattura comunicati all’Agenzia delle entrate prima di quella data, che rischiavano di rimanere bloccati. Il decreto ora passa al Senato per l’approvazione definitiva. Deve essere convertito in legge entro il 20 agosto.

Le risorse sbloccate: 13,5 miliardi
Dal 1° luglio 2021 al 31 maggio 2022 sono stati avviati circa 150.000 interventi per 27 miliardi, secondo le stime dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance). Di questi almeno la metà sarebbe a rischio di monetizzazione, quindi parliamo di un rischio pari a circa 13,5 miliardi. Risorse che saranno sbloccate dal decreto Semplificazioni.

Lombardia, Veneto e Lazio: le regioni con più interventi
Secondo un’analisi realizzata dall’Ance, gran parte dei 150.000 interventi del Superbonus avviati da luglio 2021 sono concentrati in Lombardia (23.139), Veneto (18.444) e Lazio (13.121). Seguono Emilia-Romagna (11.691), Toscana (11.214), Piemonte (10.440), Sicilia (10.363), Puglia (9.008) e Campania (8.658). Le regioni in cui sono stati avviati meno lavori sono: Valle d’Aosta (350), Molise (895), Basilicata (1.559) e Liguria (1.738).

Cna: 30mila imprese a rischio
Il tema del Superbonus «per 30mila imprese è questione di vita o di morte», ha detto Dario Costantini, presidente del Cna, al termine dell’incontro con il governo a Palazzo Chigi, martedì 26 luglio. «Abbiamo chiesto che alle imprese che hanno già fatto i lavori e che hanno già anticipato i soldi vengano riconosciuti questi soldi, perché parliamo di decine di migliaia di imprese che vanno incontro alla chiusura», ha aggiunto. Anche Cande, la Class Action nazionale dell’edilizia ha chiesto un intervento urgente per risolvere la questione. «È prioritario che il governo proceda immediatamente e indichi quali soluzioni mettere in campo attraverso lo strumento del decreto d’urgenza - ha dichiarato in una nota - . Siamo certi che anche le altre organizzazioni di categoria faranno sentire la propria voce per evitare che il rischio del collasso del comparto edile si trasformi in una totale implosione».

Superbonus: nei condomini il 49% degli interventi
Gran parte degli interventi del Superbonus 110% riguardano i condomini (49%), risultati positivi anche sulla prevenzione sismica e sulla riduzione del divario Nord/Sud. A dirlo è l’Oice, l’Associazione delle societa’ di ingegneria e architettura. Secondo i dati elaborati da Oice su fonti Enea e Cerved i fondi destinati ai condomini assorbiranno a fine 2023 il 70% del totale. «Il decreto Aiuti non ha risolto importanti problemi sul fronte della cessione dei crediti relativi a interventi precedenti maggio 2022; confidiamo quindi molto sulla nuova norma del decreto Semplificazioni fiscali che potrebbe evitare tante difficoltà a professionisti, studi e società che hanno preso in carico tali interventi», sottolinea il coordinatore del Gruppo di lavoro Oice Superbonus, Fabio Tonelli.

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