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Dieta inglese, cosa è e come funziona. Differenze con dieta mediterranea

Cosa mangiano gli inglesi. Dieta mediterranea vs dieta inglese

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/20-01-2024/dieta-inglese-cosa-e-e-come-funziona-500.jpg Dieta inglese, cosa è e come funziona


Addio alla dieta mediterranea, alla pasta, alla varietà di verdure e frutta fresca, agli alimenti salutari e ricchi di vitamine e minerali essenziali. Arriva la dieta inglese, una sfida vera e propria alla cucina nostrana tutta british. Dopo decenni in cui il modello di alimentazione sana è al primo posto, la dieta inglese si insinua al vertice. Può sembrare strano, poiché i piatti tipici degli inglesi come il fish&chips e il black pudding (a base di interiora e sangue di animali) non sembrano affatto un esempio di alimentazione salutare. Eppure alcuni studiosi hanno recentemente scoperto che nel Norfolk, una regione delle campagne inglesi del Nord-Est, la popolazione gode di ottima salute e la pressione sanguigna è in media più bassa di 4 punti rispetto al resto d’Europa. 

Alla luce di queste scoperte, la dieta mediterranea perde il suo primato. Niente più pasta con le verdure e macedonie di frutta. La nuova formula per restare in salute prevede una tazza calda di tè profumato al bergamotto e una Red Prince, la mela rossa tipica della Gran Bretagna. Forse suona tutto un po’ forzato, anche perché lo studio condotto dall’Università del Norfolk ha indagato il legame tra i flavonoidi e salute su 25.000 abitanti della zona, dimostrando che i cibi ricchi di flavonoidi contribuiscono a mantenere il cuore in forma e a ridurre il rischio cardiovascolare. Guarda caso poi si tratta di due tipici prodotti inglesi, il tè e le mele, particolarmente ricchi di questi antiossidanti e composti bioattivi che hanno un potere paragonabile se non superiore agli alimenti propri della dieta mediterranea. Scopri allora cos’è la dieta inglese e le differenze con lo stile alimentare italiano e mediterraneo.

Cos’è la dieta inglese
Non è una dieta vera e propria, ma uno stile alimentare tipico dei Paesi dell’Europa settentrionale e del Regno Unito in particolare, che ha suscitato interesse grazie a uno studio dell’Università di Norfolk. Infatti, non esiste una dieta inglese. Come ci dice il nostro esperto, il Dott. Biagio Flavietti, nutrizionista e farmacista. “C’è uno studio del 20202 pubblicato su Scientific Report che parte dai prodotti tipici del territorio messi in relazione a dei biomarcatori di salute. Si è visto che con l’assunzione di thè Early Gray e mele questi marcatori miglioravano, anche molto più di altri regimi alimentari come la dieta mediterranea. Da qui si è diffusa l’idea della dieta inglese come salutare, soprattutto basata sul consumo di questi due alimenti all’interno di uno schema dietetico. In realtà, il sistema nutrizionale del Regno Unito, così come quello dei Paesi del Nord Europa, è molto lontano dalla dieta mediterranea. È un’alimentazione molto grassa, che parte da una colazione molto ricca come quella “all’inglese”, con pancetta o bacon, uova, ecc. che ha senso nei Paesi freddi, per dare un’impronta calorica maggiore. Per il resto, non si può parlare di una dieta inglese intesa come stile di vita della popolazione anglosassone.”

Nello specifico, lo studio si è concertato su delle sostanze specifiche, i flavonoidi, potenti antiossidanti anti radicali liberi presenti nei cibi di origine vegetale. L’ipertensione arteriosa costituisce uno dei principali fattori di rischio a livello globale, mentre le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte nel mondo. Pertanto, la prevenzione di queste patologie gioca un ruolo decisivo insieme al cambiamento della dieta e dello stile alimentare. Sebbene le raccomandazioni dietetiche per la prevenzione delle malattie del cuore si siano soprattutto focalizzate su specifici modelli dietetici e determinati macronutrienti, c’è una crescente attenzione verso i composti bioattivi, un gruppo di sostanze non nutritive che pare esercitino un effetto fisiologico positivo per la salute e modulino il rischio di malattia. Tra i bioattivi, i flavan-3-oli sono una classe importante di composti appartenenti al gruppo dei polifenoli e comunemente presenti nel tè, nelle pomacee, nei frutti di bosco, nei prodotti derivati dal cacao e nella frutta secca. Lo studio quindi ha voluto evidenziare che l’assunzione di flavan-3-oli può migliorare la funzione vascolare negli adulti sani. Infatti, numerosi studi clinici di intervento dietetico hanno documentato i benefici per la salute cardiovascolare correlati all’assunzione di flavonoidi, valutando parametri fisiologici come la pressione sanguigna, la dilatazione arteriosa, la rigidità arteriosa, ecc.

Cosa mangiano gli inglesi
L’alimentazione inglese ha una serie di caratteristiche distintive, anche se le abitudini alimentari possono cambiare in tutto il Regno Unito in base alla regione geografica. Alcune caratteristiche generali dell’alimentazione inglese, tuttavia, includono: Roast Dinner: è una tradizione britannica in cui si consuma un pasto principale a base di carne arrosto (solitamente carne di manzo, agnello o pollo), accompagnato da patate arrosto, verdure come piselli, carote e cavoli, e lo Yorkshire pudding. Fish & Chips: è uno dei piatti più iconici della cucina inglese, composto da pesce fritto in pastella e patatine fritte, spesso servito con aceto e sale. Tea Time: la tradizione del tè alle 17 è ancora presente in molte famiglie britanniche. Comprende tè (accompagnato da latte), sandwich e altri dolciumi. Pudding: la cucina inglese è famosa per i suoi puddings, che possono essere dolci o salati. Il Christmas Pudding o lo Sticky Toffee Pudding sono solo alcuni esempi. Il pudding è simile a una torta o a un pasticcio. Può essere cotto al forno o bollito e si consuma sia come pietanza principale, sia come dessert. Curry: grazie all’influenza della cucina indiana, il curry è diventato un piatto molto popolare nel Regno Unito. Il Chicken Tikka Masala è addirittura considerato uno dei piatti nazionali non ufficiali. Cucina tradizionale: alcuni piatti tradizionali includono il Cottage Pie (simile al pasticcio di carne), il Ploughman’s Lunch (un pasto leggero con formaggio, pane e verdure) e il Full English Breakfast (una colazione abbondante con uova, bacon, salsicce, fagioli, pomodori e funghi). È anche importante tenere presente che ci sono molte influenze internazionali nella cucina britannica, con diverse contaminazioni di cibi provenienti da tutto il mondo.

Dieta mediterranea vs dieta inglese
La dieta mediterranea è un modello nutritivo ispirato alle abitudini alimentari tradizionali delle popolazioni che vivono nei Paesi del bacino del Mediterraneo, come Grecia, Italia, Spagna e alcune regioni del Medio Oriente. È stata oggetto di numerosi studi che ne evidenziano diversi benefici per la salute e il benessere. L’UNESCO l’ha dichiarata perfino patrimonio immateriale dell’umanità. Si tratta di un approccio alimentare che predilige il consumo di un’ampia varietà di frutta e verdura fresca, in cui l’olio d’oliva extra vergine è la principale fonte di grassi; poi include il pesce come fonte di proteine, acidi grassi omega-3 e altri nutrienti, mentre la carne rossa è consumata in quantità limitate. Moderato è anche il consumo dei prodotti lattiero-caseari come latte, formaggi e yogurt, mentre via libera ai cereali integrali e ai legumi. Inoltre, si prevede anche l’assunzione moderata di vino, preferibilmente rosso, durante i pasti, spesso associato a benefici per la salute cardiovascolare. Limita, invece, la presenza dello zucchero e degli alimenti trasformati e raffinati. Resta però importante evidenziare che la dieta mediterranea non è solo una questione di singoli alimenti, ma è uno stile di vita che include anche l’attività fisica regolare e uno stretto legame sociale e culturale con il cibo.

“In realtà un’alimentazione di tipo sassone” ci dice il nostro esperto – “con la colazione salata e altri cibi piuttosto grassi, contiene anche alimenti salutari, come ad esempio il porridge che permette di ottenere le proteine dall’avena a colazione, un cereale altamente nutritivo. Inoltre, nella dieta mediterranea si tende a inserire prevalentemente la colazione dolce, il che la rende meno efficace. Fette biscottate e marmellata, cereali e latte, infatti, sono cibi che in realtà derivano da politiche di marketing statunitensi e che hanno portato queste colazioni dolci all’interno del regime mediterraneo. Assumere tanti zuccheri semplici la mattina non è del tutto positivo, perché causano picchi glicemici che possono dare squilibri a livello del metabolismo e aumentare l’appetito. Quindi, non è errato introdurre una colazione salata come quella dei Paesi nordici, adattandola però alle nostre latitudini e alle nostre temperature”.


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