Benessere Ormoni e dieta

Dieta ormo chimica. Cosa è e come funziona

La dieta «ormo-chimica» è in grado di mantenere un equilibrio ormonale ottimale, ma perdendo peso.

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Dieta ormo-chimica, cosa è?
Controllare il corretto equilibrio ormonale non è cosa facile, ma abbiamo a disposizione il farmaco più potente che esista: il cibo, già disponibile e pronto all’uso senza prescrizione medica (a parte se si tratta della dieta chetogenica). Esiste infatti la chimica dell’alimentazione, un metodo per sfruttare gli elementi nutrizionali come principi attivi.

La dieta «ormo-chimica» è in grado di mantenere un equilibrio ormonale ottimale, ma perdendo peso. È un regime alimentare in grado di ristabilire nell’organismo i livelli endocrini corretti grazie a un preciso schema alimentare in cui le combinazioni di particolari cibi e l’orario di assunzione degli stessi giocano un ruolo chiave.

Mentre la dieta ormonale deve essere prescritta solo dal medico a seguito di esami specifici che abbiano evidenziato squilibri ormonali e quindi in teoria è strettamente personalizzata, l’alimentazione biochimica della dieta ormo-chimica, invece, tiene conto della risposta ormonale e non necessita di esami specifici perché la fisiologica risposta ormonale è standard per tutti (eccetto eventuali squilibri che solo il medico endocrinologo può accertare). Ovvio che può essere personalizzata, ma tenendo conto di altri fattori, già comuni ad altre diete: età, sesso e stile di vita.

La dieta ormo-chimica è diversa se si parla di uomini e donne
Vale per gli ormoni sessuali, ovvero testosterone nell’uomo ed estrogeni nella donna. Un calo degli estrogeni - evento tipico della menopausa - porta infatti ad avere un fisico “a mela”, cioè con accumulo del grasso nella parte superiore del tronco. Al contrario, più estrogeni fanno sviluppare un fisico “a pera”, per cui con accumulo di grasso nei fianchi, nelle cosce e nei glutei. Anche nell’uomo, con l’avanzare dell’età, diminuisce la produzione di testosterone e ciò porta all’accumulo di cellule adipose. Queste ultime, a loro volta, favoriscono la produzione dell’enzima aromatasi, che trasforma il testosterone in estrogeni. L’aromatasi viene inibita dall’azione dello zinco e tra gli alimenti ricchi di zinco ci sono il pesce, i latticini e le uova. Tra l’altro, quando si abbassa il testosterone aumenta il cortisolo in circolo.

Che ruolo svolgono gli ormoni a tavola?
Gli ormoni contribuiscono a regolare moltissimi aspetti: il metabolismo, l’appetito, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la glicemia, il desiderio sessuale e, ultimo ma non ultimo, l’assimilazione delle molecole ingerite attraverso i cibi. 

La dieta ormo-chimica: quanti pasti prevede al giorno?
Dipende dal soggetto ma normalmente dai 3 ai 5 pasti al giorno, come la maggior parte delle diete.
E quanto è importante mangiare a orari prestabiliti?
È fondamentale, perché non è importante quanto mangiamo, ma a che ora mangiamo. Per esempio, la colazione andrebbe fatta tra le 7 e le 8.30/9: è l’ora migliore in cui assumere carboidrati come pane, pasta e riso perché in questa fase della giornata l'azione liposintetica e anabolica dell'insulina è contrastata dagli ormoni corticosteroidei. Il pranzo invece andrebbe consumato tra le 12 e 13.30, mentre la cena tra le 19 e 20.30. Tutti gli amidi alla sera vanno evitati per migliorare l’assimilazione intestinale delle proteine. Ricorrere a pasti proteici senza amidi è legato al fatto che il profilo ormonale che si instaura nelle ore serali favorisce l'utilizzo dei grassi a scopo energetico e la costruzione di massa muscolare durante la notte. In ogni pasto è importante attivare quello che io definisco “carburatore ormonale”, ovvero un mix equilibrato di ormoni che come risposta possano attivare anche la dopamina e la serotonina, i neurotrasmettitori del benessere.

Quali sono i cibi che influenzano o contrastano gli ormoni?
Tutti i cibi possono influenzare gli ormoni, ma in linea di massima i cibi contenenti carboidrati influenzano l’insulina, quelli proteici il glucagone, quelli grassi leptina e colecistochinina.

Quali sono gli ormoni che entrano in gioco quando parliamo di alimentazione?

  • Favorisce l’aumento di peso: insulina: La conosciamo bene: si tratta dell’ormone che riduce la quantità di zuccheri presenti nel sangue dopo aver assunto carboidrati. Se prodotta in eccesso, favorisce l’aumento di peso e l’infiammazione cellulare.

  • Favorisce il calo di peso: glucagone: Ormone antagonista dell’insulina, favorisce il calo di peso e si attiva mangiando proteine.

  • Aumenta l’accumulo addominale: cortisolo: Più comunemente definito “ormone dello stress”, un suo aumento eccessivo e costante può incrementare la produzione endogena di colesterolo, responsabile di accumulo addominale del grasso.

  • Regolano il metabolismo: FT4 e FT3: Sono gli ormoni tiroidei che hanno svariati compiti, tra cui il regolamento del metabolismo energetico, che va a influire sul peso corporeo (sia in aumento che in diminuzione).

  • Riduce l’appetito: leptina: Ormone prodotto principalmente dagli adipociti, le cellule che immagazzinano il grasso. Quando si mangia, il livello di leptina nel sangue aumenta, riducendo l’appetito.

  • Rallenta l’appetito: colecistochinina (CCK): Ormone che si attiva con l’ingestione di grassi e proteine. Fa contrarre la cistifellea e diminuire lo svuotamento gastrico (la velocità con cui lo stomaco elimina il suo contenuto nell’intestino tenue). Lo svuotamento gastrico più lento riduce l’appetito.

  • Aumenta il senso di fame: grelina: Ormone che stimola il senso di fame. Il cortisolo per esempio aumenta anche la produzione di grelina: è per questo motivo che molte persone sotto stress mangiano in continuazione.


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