Benessere Vivere a lungo

La dieta della longevità: curarsi con il cibo

No alla carne, solo pesce e non tutti i giorni, al massimo 2 o 3 pasti la settimana

La Dieta della Longevità è il regime alimentare sperimentato da Valter Longo lo scienziato considerato massimo esperto degli studi sull'invecchiamento e le malattie ad esso collegate. Con i suoi studi Longo ha dimostrato che curarsi con il cibo è possibile, anzi è la strada giusta per ridurre il grasso addominale, rigenerare e ringiovanire il nostro corpo abbattendo in modo significativo il rischio di cancro, patologie cardiovascolari e autoimmuni, diabete e malattie neurodegenerative come l'Alzheimer.

In "La dieta della Longevità" (Vallardi) del ricercatore Valter Longo, tale dieta non è solo il titolo di un libro, ma uno stile di vita. Il testo è basato su solide basi scientifiche che derivano dalla ricerca personale dell’autore presso la University of Southern California (Usc) e l’Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano.

Il ricercatore spiega che per vivere bene e a lungo si deve scegliere con cura cosa mettere nel piatto: poche proteine e molta verdura, poca frutta e carboidrati integrali. No alla carne, solo pesce e non tutti i giorni, al massimo 2 o 3 pasti la settimana. Ecco come curarsi con il cibo.

Le proteine secondo La Dieta della Longevità

Il digiuno oltre la sua dimensione spirituale, ma in forma controllata e in funzione di cura. Il centro del pensiero di Valter Longo è l’esistenza nelle varie specie animali di due “sistemi” che operano in maniera “antagonista”. Il primo sistema è stimolato dall'abbondanza di cibo, collegato all'invecchiamento e all'insorgenza di malattie, il secondo invece viene attivato in condizione di restrizione dietetica. L’obiettivo della dieta del ricercatore è di tenere a freno il più possibile il primo “sistema”, agendo sui 3 fattori dietetici che lo stimolano: le calorie assunte, le proteine e gli zuccheri. Sulla base di questi elementi Il ricercatore oggi a capo dell'Istituto propone di controllare l’introito calorico totale, limitando il numero di pasti (2 o 3 al giorno) e di spuntini (1 o 2 al giorno) da 100 kcal, cercando di mantenere una finestra (notturna) di almeno 12 ore in cui non si assume cibo.

Come funziona la dieta della longevità?

La dieta della longevità è un’alimentazione priva di carne, latte, formaggio, uova, con molti legumi e poca pasta, cioè una dieta quasi vegana, con piccole quantità di pesce 2-3 volte la settimana più qualche supplemento di omega 3 e multivitaminici.

Longo suggerisce di limitare drasticamente sia gli zuccheri aggiunti artificialmente dall'uomo nei prodotti, sia quelli della frutta, che andrebbe inserita solo una volta al giorno. Inoltre, suggerisce di limitare indifferentemente il pane, la pasta e le patate, a favore dei carboidrati complessi contenuti in legumi e verdure.

La Dieta Mima Digiuno

Il caposaldo della teoria di Longo è appunto l’approccio alla Dieta Mima Digiuno (DMD) come metodo che consenta al nostro corpo di “rigenerarsi” e “ringiovanire” eliminando le cellule danneggiate e reclutando nuove cellule staminali.

Questo protocollo alimentare della durata di 5 giorni, ripetibile nel tempo, deve però essere consigliato e seguito da soli professionisti della nutrizione (nutrizionisti, dietisti e medici) dato che potrebbe essere frainteso e utilizzato nei modi più errati da persone con patologie correlate a Disturbi del comportamento alimentare.

Vediamo di riassumere, i trucchi da mettere in pratica, suggeriti da Longo per la dieta della Longevità

Adottate il più possibile un’alimentazione che si avvicini ad una dieta al 100 per cento vegetale e di pesce, cercando di limitare il pesce a 2-3 pasti la settimana, evitando quelli ad alte percentuali di mercurio.

Consumate ogni giorno circa 0,7 - 0,8 grammi di proteine per chilo di peso corporeo. Se pesate 45 kg andrebbero bene 37 grammi al giorno, se ne pesate tra i 90 e i 100, 60 grammi al giorno sono abbastanza.

Massimizzate i grassi buoni e i carboidrati complessi. Una corretta alimentazione deve essere ricca di grassi insaturi buoni, come quelli contenuti nel salmone, nelle noci, mandorle e nocciole. Poi ricca di carboidrati complessi come pane integrale e verdure, ma povera di pasta e pane.

Per sicurezza assumete ogni 2-3 giorni complessi vitaminici e minerali in pillole e dell’olio di pesce per gli omega-3, tutti prodotti da aziende ben referenziate che eseguono sempre un controllo di qualità che garantisce la provenienza e correttezza nel contenuto e nella stabilizzazione degli integratori.

Mangiate selezionando i giusti ingredienti tra quelli che mangiavano i nostri antenati. Se decidete di consumare cibi contenenti lattosio, cavolo riccio, quinoa, curcuma, dovete chiedervi se questi alimenti erano di quelli comunemente consumati dalla vostra famiglia, dai vostri genitori o dai vostri bisnonni; nel caso non fosse così, meglio evitarli.

A meno che il vostro girovita e il vostro peso siano normali o sottodimensionati, la cosa migliore è che ogni giorno facciate colazione e un pasto, più uno spuntino a basso tenore calorico ma nutriente.

È una pratica comunemente adottata da molti centenari, ed è la riduzione delle ore in cui si mangia, o il farlo nell'arco di 12 ore o meno al giorno; ad esempio fare colazione dopo le 8 e terminare di cenare prima delle 20.

Una riduzione delle ore in cui si mangia porta ad ottenere risultati ancora migliori nella dieta per la longevità.

Le persone che hanno meno di 65-70 anni e non sono deperite, malnutrite o affette da certe patologie dovrebbero praticare due o più volete l’anno per 5 giorni una Dieta Mima Digiuno.

L’esercizio fisico giusto quello che riuscite a praticare con continuità. L’ideale sarebbe un’ora di camminata al giorno; bici, corsa, nuoto per 30-40 minuti un giorno sì e uno no e per 2 ore nel weekend.


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