Benessere Bruciagrassi

Acceleratore del dimagrimento. Cos'è l'Adiponectina?

La molecola del dimagrimento

Il nome adiponectina significa all'incirca “assassina dei grassi”, e in effetti questo è ciò che questa molecola induce: un forte effetto lipolitico e di consumo dei grassi di deposito. L'adiponectina è un importante molecola, segnale che si attiva in un sano processo di dimagrimento. Essa è secreta dalle nostre cellule adipose (come leptinae resistina) ma la sua produzione risponde a stimoli un po’ particolari, che può essere utile conoscere meglio. L'adiponectina esercita effetti positivi sui processi metabolici e infiammatori. I livelli di adiponectina e alcuni polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) sembrano essere associati all'obesità. Un gruppo di ricercatori italiani ha studiato gli effetti di una dieta ipocalorica di 4 settimane e di un programma di esercizi fisici su 268 giovani con obesità grave. In particolare, hanno valutato la relazione tra i livelli di adiponectina e i parametri antropometrici e biochimici, al basale e dopo 4 settimane, andando a indagare alcune varianti del gene dell'adiponectina e la loro correlazione con i parametri biochimici. I risultati sono stati interessanti: i livelli di adiponectina erano statisticamente più bassi nelle persone con grave obesità rispetto ai controlli. Alla fine dell'intervento, tutte le persone con grave obesità hanno avuto una riduzione dell'indice di massa corporea (BMI) con un aumento statisticamente significativo dei livelli di adiponectina. L'adiponectina esercita effetti positivi sui processi metabolici e infiammatori. I livelli di adiponectina e alcuni polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) sembrano essere associati all'obesità.

L'obesità è un problema di salute globale che aumenta significativamente il rischio di sviluppare una serie di disturbi cronici come il diabete, le malattie cardiovascolari e i disturbi muscoloscheletrici. Di conseguenza, il sovrappeso può ridurre l'aspettativa di vita di 18 anni e ridurre la durata della vita sana di 19 anni. Più di 2,8 milioni di persone muoiono ogni anno a causa delle complicanze legate all’obesità. Nonostante il noto legame tra obesità e condizioni di pericolo di vita, il numero di persone obese in tutto il mondo è triplicato negli ultimi quattro decenni. Più dei due terzi degli adulti statunitensi sono sovrappeso o obesi. È noto che i maggiori rischi associati all'obesità derivano da reazioni infiammatorie croniche. Tuttavia, i meccanismi molecolari attraverso i quali il sovrappeso causa questi processi infiammatori erano sconosciuti. I ricercatori hanno ora identificato che gli effetti dell'obesità sul metabolismo degli zuccheri sono mediati da una adipochina chiamata proteina del segnale di tipo wingless-1 (WISP1 / CCN4), che è secreta dagli adipociti nel tessuto adiposo addominale.

L’Adiponectina negli uomini e nelle donne. La concentrazione di adiponectina è legata al sesso ed è più alta nelle donne rispetto agli uomini. Questo dimorfismo sessuale si produce durante lo sviluppo puberale in rapporto al livello di androgeni. Nelle donne sane la concentrazione di adiponectina aumenta significativamente con l'età ed è inversamente correlata con la massa di grasso viscerale. Con la menopausa i livelli più elevati di testosterone, più bassi di SHBG si associano ad una diminuita produzione di adiponectina, insulino-resistenza, diminuzione del colesterolo HDL e aumento del colesterolo LDL e trigliceridi. In uno studio condotto su uomini anziani, è stato ipotizzato che l’SHBG sia regolato dall’adiponectina e che vi sia un effetto inibitorio del testosterone sul gene dell’adiponectina. Nei soggetti sani di peso normale la secrezione di adiponectina è soggetta a pulsazioni ultradiane e variazioni circadiane con una diminuzione del 30% durante la notte. Questa variazione diurna è persa nei soggetti obesi o diabetici e ricompare dopo perdita di peso. Questa variazione diurna è persa nei soggetti obesi o diabetici e ricompare dopo perdita di peso. Giovani adulti, nati con un peso ridotto per l'età gestazionale, sono caratterizzati da livelli plasmatici di adiponectina più bassi rispetti a quelli con peso normale e maggiore predisposizione alla MBS. I livelli di adiponectina urinaria sono significativamente più elevati nei pazienti diabetici nefropatici con macroalbuminuria e sono correlati all’albumina urinaria. In questi soggetti i livelli di adiponectina sono elevati e ciò suggerisce che sussista un meccanismo compensatorio di aumentata adiponectina circolante, per limitare il danno microvascolare nella nefropatia diabetica avanzata.

Funzioni ed effetti. La sintesi di questa proteina è regolata dal gene ADIPOQ, specificatamente ed altamente espresso negli adipociti. Sin dai primi studi condotti su modelli animali (topolini) sono emerse le proprietà antiaterogeniche ed antinfiammatorie di questa sostanza. E' stata inoltre dimostrata una chiara relazione tra i livelli di adiponectina e l'estensione della massa grassa. A differenza di quanto scoperto per le altre proteine sintetizzate dal tessuto adiposo, infatti, i livelli di adiponectina sono significativamente inferiori negli obesi rispetto ai soggetti normopeso. La prima azione dell’adiponectina è quella di migliorare la sensibilità al glucosio da parte delle cellule epatiche (scorte) e muscolari (depositi funzionali). Aiuta dunque a migliorare la sensibilità all’insulina, prevenendo così iperglicemia e diabete.

Gli effetti metabolici dell’adiponectina interessano l’omeostasi del glucosio e il metabolismo degli acidi grassi, attraverso un'azione primaria a livello del muscolo e del fegato. Essa aumenta la sensibilità epatica all'insulina e riduce la neoglucogenesi epatica, incrementa l'assunzione di glucosio da parte degli adipociti e dei miociti, incrementa nel muscolo l'ossidazione di acidi grassi liberi e previene l’incremento di acidi grassi liberi e trigliceridi a seguito di una dieta ad alto contenuto di grassi.