Cultura Commissario Montalbano

Ilenia Maccarrone, ottima prova al fianco di Zingaretti

Nata a Giarre e cresciuta a Riposto

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Catania - Nella puntata de «Il Commissario Montalbano» in onda su Rai Uno ieri sera la protagonista femminile, Angela, era interpretata da Ilenia Maccarrone, giovane attrice siciliana, nata a Giarre e cresciuta a Riposto.
Ilenia, chi è il tuo personaggio?
«Angela è un'infermiera che lavora nell'ospedale in cui viene ricoverato Fazio, braccio destro di Montalbano. Angela s'imbatte nel commissario, di cui è noto lo scarso senso dell'orientamento, e lo aiuta nella ricerca della stanza in cui si trova Fazio. Da qui inizia una frequentazione tra Angela e Montalbano che porterà al disvelamento di una verità».
Com'è stato per te recitare in questa fortunata serie?
«Avervi preso parte è stata per me una grande gioia e un onore. La soddisfazione più grande è stata quella di prendere parte ad un prodotto di altissima qualità: il fatto che la serie da 12 anni vada in onda in Italia e all'estero parla da sé».
E Luca Zingaretti che tipo è?
«Se dovessi indicare un aggettivo per descrivere la sua persona direi che è un attore distinto, è molto gentile, cordiale, professionale, ma allo stesso tempo sa essere anche molto simpatico».
Per te non è la prima volta che lavori con un attore famoso: a teatro hai recitato con Lello Arena ne "Le ultime sette parole di Caravaggio"».
«Si, abbiamo debuttato a Napoli in occasione del Napoli teatro festival con un testo inedito, scritto e diretto da Ruggero Cappuccio, che poi è andato in tournée in tutta Italia».
E al cinema hai lavorato nel film "L'uomo di vetro", la storia di Leonardo Vitale, primo pentito di mafia. Tu interpretavi la sorella di Leonardo. Preferisci ruoli impegnativi? 
«Ho sempre avuto una predisposizione naturale ai ruoli drammatici, ma chi mi conosce sa che non ci metto molto a trasformarmi in un vero giullare. Spesso invidio gli uomini, perché a teatro la stragrande maggioranza dei personaggi che mi piacerebbe interpretare sono ruoli maschili». 
Eppure, a teatro, interpreti la protagonista de "La Locandiera", Mirandolina, una figura femminile forte. 
«Sì, una donna che sfrutta la sua femminilità, la sua arte seduttiva per fare innamorare il cavaliere di Ripafratta. Questa produzione ha fatto il giro dell'Italia e dal 5 al 17 aprile torneremo in scena al teatro Vittoria di Roma con la regia di Jurij Ferrini».
Facciamo un passo indietro, ai tuoi inizi.
«La prima volta che mi sono esibita davanti a un pubblico avevo tredici anni. Ho recitato Antigone di Jean Anouihl nell'ambito di un progetto scolastico. Da quel momento il bisogno e la voglia di recitare non mi hanno mai abbandonato. Ho cominciato a Catania, eravamo un gruppo di giovanissimi: la compagnia si chiamava "Gruppo teatro Maria Campagna". Recitavamo per il gusto di farlo. Non ho avuto una formazione accademica. La mia scuola è stata il palcoscenico e la grande fortuna è stata quella di incontrare e lavorare sempre con validi professionisti».
 


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