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Covid, la ricrescita: l’aumento dei positivi è il canto del cigno

Se i contagi non si accompagnano a ospedalizzazioni, è l'inizio della fine

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 Ragusa - La risalita del tasso di positività è probabilmente anche maggiore di quella riportata dagli ultimi bollettini Covid, ma non risulta evidente perché oggi c'è un minore ricorso all'accertamento diagnostico: i tamponi li fanno solo i no vax o chi sta male e vuole sapere se è per il virus. Dovevamo aspettarcelo: l'allentamento di ogni restrizione, cominciato già subito dopo le feste natalizie, è stato determinante nella ripresa del contagio.

Considerato che è prossimo un ulteriore indebolimento delle misure, che da qui all’estate porterà fino all'abolizione del green pass, è bene mettersi l’anima in pace: il Covid resterà ancora a lungo tra noi, magari mietendo sempre meno vittime, ma non è scontato che diventi stagionale. Al solito, bisognerà osservare se fra 10-15 giorni l’aumento dei nuovi casi si tradurrà in posti letto in ospedale: solo in quel caso, potrebbe ridestarsi l’allerta e scattare qualche limitazione. Altrimenti potremo dire che è il "canto del cigno" del Coronavirus, ormai messo all'angolo da vaccini e cure: sviluppare una forma simil influenzale e guarire in poco tempo è quello che accade nella grande maggioranza dei pazienti.


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