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Omicron 2, risalgono anche i ricoveri: se il virus dura più del booster

La “guerra” silenziosa del Covid, il nemico invisibile che non vuole andarsene via

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 Ragusa - Omicron 2 sta soppiantando la 1 a casa, a scuola e perfino in qualche ospedale siciliano: a causa della sua maggiore contagiosità, ma anche per l'abbassamento della guardia tra i cittadini. Sono distanziamenti e mascherine che bloccano la circolazione del Covid, non il green pass: "Un errore abbandonarle" al primo cenno di vittoria, sono tornati ad avvertire gli scienziati, silenziati nell’ultimo mese dal rumore delle bombe in Ucraina. Anche il bollettino di martedì 15 marzo, ha confermato l’ascesa del tasso di positività (al 19,7% contro la media nazionale del 14,5) e l’aumento, più lento in progressione ma costante, anche dei ricoveri in ospedale (ieri 22 in più). Sono oltre 3mila i focolai sparsi tra classi, famiglie e corsie che le autorità sanitarie sono riuscite faticosamente a tracciare.

Preoccupazione per la recrudescenza di un virus che s’attacca ovunque, ma anche per l’efficacia dei vaccini: continueranno ad essere efficace di fronte a queste sottovarianti e, se sì, per quanto ancora? Abbastanza, fino all'indebolimento della patogenicità del Covid? Una domanda che ci eravamo già posti su Ragusanews tre settimane fa, il giorno prima dell’inizio del conflitto. Gli ultimi studi americani, tra cui quello recente dei Centers for Disease Control and Prevention - condotto in 10 stati Usa su oltre 240mila visite in pronto soccorso e 93mila ricoveri in ospedale - hanno dimostrato purtroppo che anche la copertura della terza dose inizia a scemare a 4 mesi dalla somministrazione, sebbene la protezione contro le forme gravi dell'infezione resti comunque attorno al 78%.

Ovviamente si tratta di ricerche che vanno aggiornate, condotte su pazienti la cui condizione immunitaria va monitorata ogni mese per vedere se la coperta anticorpale scende ancora. La medicina ha i suoi tempi e, per quando si saranno raccolti nuovi dati, potrebbe essere troppo tardi per i tanti che hanno ricevuto il booster ormai a fine 2021. Senza contare che, nel frattempo, il Covid potrebbe ancora. Sono incognite in cui, ad oggi, non è possibile dare una risposta certa.

Certo la fine dello stato di emergenza, il 31 marzo, è stata forse annunciata con troppa fretta e ottimismo dal governo Draghi: provvidenziale, in quest’ottica, almeno la proroga dei contratti dei 9mila precari in scadenza, per non desertificare di nuovo la sanità. Il prof. Bruno Cacopardo, primario di Malattie infettive al Garibaldi di Catania e componente del Cts regionale, è certo che ci sarà una nuova ondata di contagi ma "scarsamente significativi dal punto di vista clinico", gestibili con le cure domiciliari e i nuovi antivirali: due cose che, però, difficilmente si sono viste sull'Isola.

Omicron 2 "è più contagiosa ma meno cattiva - spiega oggi a Repubblica -, raramente aggredisce i polmoni: è insorta rapidamente e determina reinfezioni alla presenza di un'ampia fascia di popolazione ancora non vaccinata e alla suscettibilità degli individui vaccinati anche a tre dosi". E poi basta con tutti questi tamponi appena cola il naso: "C'è la radicata tendenza ad eseguirli ripetutamente – nota - e senza una reale motivazione clinica. Anche negli ospedali i cluster sono il prodotto di tamponamenti ossessivo-compulsivi e seriali. I test vanno fatti solo nei pazienti sintomatici o fragilissimi, di fronte ad un rischio accertato di esposizione".


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