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Covid: morti e ricoveri superiori all’estate 2021, terza dose ormai scaduta

La curva dei decessi sarà l’ultima a piegarsi, il punto a 2 anni e mezzo dall’emergenza

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 Palermo - Dopo il picco dei contagi, anche quello dei decessi da Covid per questa ondata pandemica estiva è stato raggiunto e - nei prossimi giorni - è atteso un decremento nel numero dei morti, sebbene in numeri assoluti restino ancora tanti (113 in tutta Italia solo ieri). Il tasso di positività nazionale è quasi al 16% ma, con i contatti a go-go senza precauzioni di questa stagione, è già un gran risultato. La curva che fatica a decrescere e che spiega i decessi è infatti quella dei ricoveri, pur restando sotto il livello di allarme. Senza contare che, se la protezione massima continua ad essere attestata a 4-5 mesi, lo scudo anticorpale della terza dose di vaccino è ormai scaduto o in scadenza nella stragrande maggioranza della popolazione. Alla protezione della quarta dose è ricorsa una quota minoritaria degli aventi diritto.

Anche il nuovo siero anti Omicron in arrivo a ottobre non è detto che convinca tutti, soprattutto se la circolazione del Coronavirus non dovesse riprendere in autunno. Nel Paese la percentuale di posti letto in rianimazione è ancora al 10% (un anno fa era al 3%) mentre quella nei reparti ordinari è al 14% (un anno fa al 5%). In tutto restano 6 le regioni in cui il valore supera la soglia del 15%, tra cui la Sicilia al 22%. Facendo i conti su due anni e mezzo di epidemia sull’Isola: attualmente i residenti positivi sono quasi 130mila su poco più di un milione in tutta Italia; 1,58 milioni i contagi dal febbraio 2020 (21,3 mln il dato nazionale); 11.817 i decessi totali (173.249 il dato nazionale). Secondo l'epidemiologo Cesare Cislaghi al momento «la letalità grezza, ovvero senza correzioni per età e genere, sta decrescendo ed è di circa di 1,5 decessi ogni mille contagi diagnosticati».

Per una stima corretta «si dovrebbero considerare alcuni altri fattori concomitanti come età, genere, residenza e condizioni di salute dei positivi, ma nel medio periodo questi fattori non sembra siano molto cambiati e quindi non dovrebbero influire sui trend». Sono sempre gli anziani fragili e con patologie pregresse, anche vaccinati, le principali vittime del virus. La mortalità «resta elevata - chiarisce Cislaghi - perché dipende dalla latenza tra diagnosi e decessi, che è mediamente di circa tre settimane. Quindi, poiché a metà luglio ci trovavamo nella fase di picco dei contagi, chiaramente in questi giorni si sta assistendo anche al picco dei decessi». Tuttavia, conclude l’esperto, «l’aspetto positivo è che nonostante la mortalità come numero assoluto sia aumentata, come proporzione tra decessi e contagi è invece diminuita». Naturalmente, grazie ai vaccini.  


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