Attualità Il punto Covid

Sicilia zona gialla a Ferragosto, se continua così

Il virus corre sulle gambe dei giovani, oltre 800 positivi tra 14 e 24 anni in una settimana

Il virus corre sulle gambe dei giovani, oltre 800 positivi tra 14 e 24 anni in una settimana

 Ragusa - La situazione Covid è precipitata in pochi giorni in tutta Italia: se contagi e ricoveri continueranno ad aumentare col trend attuale, almeno tre regioni rischiano di entrare in zona gialla prima della fine di agosto, addirittura entro due settimane. La Sicilia è quella che sta messa peggio: con un’incidenza di 80 nuovi casi settimanali per 100mila abitanti resta in zona bianca solo perché i posti occupati in area medica e in terapia intensiva sono ancora sotto le soglie del 15 e 15%, fissate dall’ultimo decreto del governo. L’Isola è rispettivamente all’8 e al 4,7%.

Le altre due regioni che se la vedono brutta sono Sardegna (4,4 e 4,2 %) e Lazio (4 e 3,7%), che però hanno un’incidenza di casi più alta. La variante Delta è responsabile ormai di oltre il 90% dei contagi e in Sicilia, in particolare, viaggia sulle gambe dei giovani. La fascia d'età più infettata è quella fra 19 e 24 anni, che socializza ma non si vaccina: la scorsa settimana in 465 hanno contratto il virus e solo la metà aveva ricevuto almeno una dose di vaccino.

Il Coronavirus circola anche fra i teenager tra 14 e 18 anni, che a settembre torneranno a scuola: qui sono 338 quelli che se lo sono presi in 7 giorni (incidenza a 132 x 100mila) e appena uno su 3 ha ricevuto almeno una dose. Infine nella fascia 25- 44 anni, che non può dirsi anziana, i casi sono stati 845 e per loro la copertura vaccinale è ferma al 54%. Ancora raramente finiscono in ospedale, a meno che non abbiano patologie pregresse o sconosciute, ma rischiano di mandarci gli altri che ancora non si sono immunizzati, e che non sono comunque pochi.

Tanti di loro non possono, per particolari motivi di salute o perché under 12. In una settimana si sono infettati 58 bambini sotto i 2 anni, 42 fra 3 e 5 anni, 87 fra 6 e 10: per loro non c'è possibilità di prevenzione. Salendo d’età, appare sempre più chiaro come tasso di contagiosità e ospedalizzazione calino in proporzione alla vaccinazione: non a caso questa potrebbe diventare un ulteriore nuovo parametro da affiancare, almeno sull’Isola, a quello ospedaliero. Per mirare le restrizioni solo là dove ancora servono, a causa delle poche iniezioni. 


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