Benessere Dieta alcalina

Dieta alcalina, come funziona

Da qualche anno la dieta alcalina è diventata uno dei regimi alimentari più seguiti e apprezzati

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/25-05-2023/dieta-alcalina-come-funziona-500.jpg Dieta alcalina, come funziona


La dieta alcalina, anche conosciuta come regime acido base, fa parte di quelle diete che ha riscosso molto successo nel corso degli ultimi anni, grazie a tanti Vip che l’hanno resa celebre. Il concetto di fondo di questo piano alimentare non è tanto il dimagrimento, quanto la salute. O meglio, il benessere che si dovrebbe raggiungere seguendola. Il condizionale è quantomai un obbligo, in questo come in altri casi simili. La dieta alcalinizzante ha infatti un certo numero di seguaci come un altrettanto ampio schieramento di detrattori. Di evidenze scientifiche alla base della sua bontà, va detto, non ce ne sono. O quantomeno non ce ne sono di tipo diretto: il che significa che questa dieta porta dei benefici, ma non per le ragioni decantate. Tra l’altro, il suo inventore, Robert Holdham Young, nel 2014 ha subito un arresto per truffa per esercizio della professione medica senza titolo.

Ma i suoi libri, tra cui quello del 2002 The pH miracle, avevano già raggiunto una certa notorietà, visto che molti seguaci dei principi alcalini descritti nel testo, avevano notato miglioramenti nella salute. E allora, cerchiamo di capire perché la dieta acido base continua ad essere un regime che molti prendono a modello e cosa suggerisce di mangiare.

Cos’è la dieta alcalina

La dieta alcalina si basa su un principio: gli alimenti ingeriti generano ceneri (rifiuti metabolici) acide o basiche a seconda della tipologia del cibo. Un corpo sano, secondo Young, dovrebbe seguire un regime che è per il 70% alcalino e 30% acido, scegliendo alimenti basici e limitando invece quelli acidi.

Di fatto, i sostenitori della dieta alcalina, sono convinti che basti mangiare cibi basici per alcalinizzare il corpo e così facendo limitare le infiammazioni o addirittura convertire la malattia in benessere. Ma non è tutto oro quello che luccica e le ricerche scientifiche non concordano con tale principio. Il punto è che la dieta influenza solo il pH delle urine, ma non ha grande effetto, purtroppo o per fortuna, sul pH del sangue. Se questo variasse dal suo range normale, che è di solito tra 7,35 e 7,45, si creerebbero situazioni di squilibrio gravi, a partire dai processi metabolici cellulari alterati all’ossigenazione inefficiente delle stesse cellule. 

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Il corpo è un meccanismo che, proprio per evitare squilibri fatali, è in grado di mantenere il pH del sangue in omeostasi in una persona sana. E l’espulsione degli acidi attraverso le urine è una delle strategie più comuni.

Cosa mangiare in una dieta alcalina

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La dieta alcalina fa una suddivisione delle ceneri prodotte dagli alimenti che assumiamo in tre categorie:

  • Cibi acidi – pH da 0 a 6,9

  • Cibi neutri – pH pari a 7

  • Cibi alcalini – pH da 7,1 a 14

Un seguace della dieta alcalina dovrebbe assumere soprattutto alimenti basici, con pH da 7,1 a 14, con qualche concessione di cibi neutri e pochi acidi. In questo modo si garantirebbe all’organismo uno stato di benessere e salute, anche migliorando il tenore di vita di chi soffre di patologie gravi.

Ma quali sono gli alimenti consentiti e di tipo alcalino? Di fatto la verdura e la frutta fresche sono al primo posto della lista, a patto che non abbiano amidi. Da assumere anche succhi e spremute di frutta senza zucchero, latte di mandorla, frutta secca, germogli, olio di cocco. I cibi neutri sono i grassi vegetali come l’olio di oliva, gli alimenti amidacei come patate e riso, la quinoa, l’avena e il mais. A livello di bevande, vanno bene i già citati succhi di frutta appena spremuti e non zuccherati, ma anche la semplice acqua minerale. Da evitare invece le bibite confezionate, specie dolcificate. 

Qual è la frutta più alcalina La lista della spesa alcalina non può non avere gli avocado, i pomodori, i limoni, i pompelmi, gli ananas, i mandarini e il cocco fresco tra i suoi frutti preferiti. Si tratta infatti di alimenti a cui è associato un pH moderatamente elevato, anche se la corona di cibi più basici spetta ad alcune verdure.

Quali sono le verdure alcaline

Le verdure più alcaline sono quelle di colore verde, come spinaci, cavolo, ma anche alghe wakame e kelp, asparagi, broccoli, zucchine, cavoletti di Bruxelles, indivia, cetrioli, lattuga. Non mancano anche tra i virtuosi, alcuni ortaggi rosso arancio. Si tratta di carote, barbabietole, radicchio, zucche e peperoncino.

Da mangiare anche fagioli, piselli e altre leguminose, anche se sono le lenticchie a meritarsi il titolo di legumi più alcalini, mentre per i cereali sono basici la quinoa e il farro. Al contrario, amaranto, miglio, avena e riso sono nella cerchia degli alimenti neutri.

Quali sono i cibi da evitare

In questo gruppo vanno tutti gli alimenti che rilasciano ceneri acide, quali carne, pesce, uova e latticini, che sono considerati alimenti molto acidificanti. Ma non mancano anche alcolici, salse come ketchup e maionese, salsa di soia, lievito, aceto, sciroppi, funghi e dolcificanti artificiali.

Ma va detto che le liste di cibi che si trovano in rete, spesso non coincidono tra loro ed è possibile trovare nella colonna degli acidi molta più roba di quella citata.

La dieta alcalina funziona?

Di evidenze scientifiche, come detto, non ce ne sono a sostegno della sua efficacia sulla base della modifica del pH del corpo. Al contrario, un consumo di alimenti come frutta e verdura fresca e una limitazione di zuccheri semplici e condimenti, ma anche di alcol, è di suo associato ad un benessere fisico comprovato.

In poche parole, la dieta alcalina, secondo gli studi scientifici, non funziona perché varia gli stati infiammatori alcalinizzando il sangue né fa regredire patologie, in quanto il pH degli alimenti, come detto, non ha un effetto diretto sulla salute. Può aiutare a stare meglio, ma di certo non a sconfiggere malattie gravi come il cancro o ridurre l’osteoporosi, cosa sulla quale si discute da anni. Una dieta a base di doni freschi della natura, cereali non raffinati e pochi alimenti di origine animale, ha un suono familiarissimo ed è una dieta mediterranea tradizionale. In questo caso gli studi la osannano da tempo come uno dei regimi migliori per mantenersi in salute e limitare il rischio di malattie cardiovascolari e diabete.

Di fatto, mangiare più sano fa bene, ma la dieta alcalina ha dei punti oscuri sui quali riflettere, come ogni rimedio che promette meraviglie con poco sforzo. E in caso di patologie serie, i consigli di un buon nutrizionista specializzato in certi campi, in associazione alle terapie del medico, sono l’unica via per supportare il fisico e non correre pericoli.


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