Cronaca Catania

I bulli di Catania immortalati in un VIDEO

Nel rettilineo davanti all’ingresso del Parco Gioeni

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/02-09-2023/i-bulli-di-catania-immortalati-in-un-video-500.jpg I bulli di Catania immortalati in un VIDEO


Catania - Accade la sera del 26 agosto: Yossou, un ragazzo di 18 anni, compiuti da poco, che si stava recando a bordo della sua moto in uno dei tanti punti di incontro frequentati dai suoi coetanei, e nel caso specifico nel rettilineo sopra la fontana del Tondo Gioeni, in via Albertone Matteo, che la sera diventa pista per le impennate.

«È stato aggredito selvaggiamente, ma aveva il casco e grazie a Dio sta bene»: questo è quanto racconta la madre, Claudia Bua, in un post pubblicato sul suo profilo fb la stessa sera del maltrattamento. Post divulgato per tranquillizzare quanti, appresa la notizia, le chiedevano notizie in merito allo stato di salute del figlio. I motivi dell’aggressione sembrano veramente futili, come denuncia la signora Bua: «Mio figlio transitava da quella via dove alcuni bulli avevano deciso che nessuno doveva passare con la moto. Un altro ragazzino aveva capito cosa volevano fare e li ha filmati».

Nel video si sente il ragazzino che dice: “Quelli di Barriera non vogliono che veniamo qua”.Siamo di fronte a una vera “occupazione del territorio” da parte di un gruppo di teppisti. Un altro pezzo di città fuori controllo. «Ricevo la telefonata da parte di mio figlio – continua la signora, ancora in evidente stato di choc – il quale mi comunicava di essere stato picchiato, ma non chiedeva aiuto, voleva affrontare il tutto da solo. Grazie alla geolocalizzazione in condivisione l’ho raggiunto immediatamente».Yossou è stato portato al Pronto Soccorso, dove ha trascorso la notte sotto osservazione. Al momento la diagnosi parla di 25 giorni di prognosi per le ferite riportate. Quanto accaduto avrebbe potuto avere peggiori conseguenze.

«Abbiamo ricevuto il conforto di tutti – sottolinea la madre – di coloro che ancora hanno un briciolo di umanità e di senso della giustizia. Non ci stanno abbandonando nemmeno per un attimo gli agenti della polizia, che hanno raccolto la mia denuncia, i soccorritori, i vigilantes del Policlinico, i medici, gli amici. Le forze dell’ordine hanno già iniziato a indagare, confido in loro».Angoscia, rabbia, paura dispiacere per quella Catania perbene che, indignata, chiede maggiori controlli e sicurezza nelle strade per i propri figli e non solo.


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