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Lunedì 05 Dicembre 2016 - Aggiornato 05/12/2016 17:24 - Online: 683 - Visite: 41200495

 

22/10/2016 22:12

Notizia letta: 2375 volte

Amami amami

Tango a Tel Aviv

Amami amami
 
 

“Amami Amami” è il titolo dell’ultimo brano del giovanissimo compositore israeliano Idan Raichel, inciso da Mina e da Adriano Celentano, che uscirà ufficialmente il prossimo 11 novembre 2016.
Non sto qui a fare la valutazione del pezzo. Lascio questo compito ai critici musicali molto più autorevoli e competenti, com’è giusto che sia.
L’ho sentito, però, in anteprima e, soprattutto, ho visto il video che lo accompagna, un video che ricorda atmosfere israeliane o arabe, anche se è stato girato, com’è noto, in una spiaggia di Los Angeles.
In realtà, il popolo del Web è andato già in fibrillazione al suono di questo tango veloce.
Ciò che mi ha tuttavia impressionato nel Video, oltre alle splendide prestazioni dei due famosi cantanti, Mina e Celentano, in gran forma come non mai nonostante l’età, è la sensazione di tempo sospeso che la musica suggerisce e ispira.
Le voci dei due straordinari interpreti non hanno età o meglio hanno l’età delle giovanissime comparse protagoniste del video e raccontano, quasi per immagini rubate, una storia d’amore eterna che forse è la storia d’amore dei ragazzi stessi.
Duettano Mina e Celentano, risuscitando in esso il mondo invecchiato e indimenticabile delle loro canzoni fatto d’incontri, di addii e di abbandoni tuttavia ancora straordinariamente vivo nella mia memoria.
È curioso l’uso che si fa degli avverbi nel testo del pezzo (imperdonabilmente/indifferentemente/inevitabilmente).
Un crescendo ineluttabile di sentimenti e di emozioni, infatti, brucia sulle note del tanghetto veloce che potrebbe essere quello ascoltato in una vecchia balera italiana degli anni Sessanta o da uno scassato juxe-box abbandonato in una spiaggia deserta di Beirut o di Tel Aviv.
“Amami amami” è senza dubbio il più straordinario omaggio alla tradizione, fatto da una generazione di giovani come quella di Idan Raichel, che cerca, attraverso la musica, il senso di un’appartenenza e un’identità non ancora per fortuna cancellata.

© Tutti i diritti riservati all’Autore

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